Un legame storico fra sette municipalità che hanno deciso di fare rete per la valorizzazione culturale dei territori, anche con studi sul feudalesimo sardo 

SANLURI. Si chiama “Titulos, le terre dei feudatari” la rete formata dai comuni di Sanluri, Mandas, Cuglieri, Laconi, Orani, Sanluri, Sedilo e Villasor, un tempo sedi feudali in Sardegna. Nel suggestivo scenario del castello feudale di Sanluri, i sindaci dei 7 comuni hanno firmato un accordo di programma per realizzare un piano di interventi e di sviluppo per la valorizzazione e conoscenza di percorsi storici legati al periodo feudale. L’accordo, denominato “Titulos” si basa sulla storia cha accomuna i 7 centri di grandi feudi del Regno di Sardegna. I comuni firmatari vantano l’appartenenza ai grandi feudi del Regno di Sardegna in età moderna: Ducato di Mandas, Marchesati di Villasor, Laconi e Orani, Contee di Cuglieri e Sedilo, Viscontado di Sanluri.

I sindaci o i loro delegati si incontreranno periodicamente per definire percorsi e strategie, in particolare l’azione comune sarà rivolta a salvaguardia e valorizzazione culturale, economica e sociale del proprio territorio; al risanamento e valorizzazione di ambiti territoriali, centri storici e monumenti di particolare pregio culturale e ambientale; l’attuazione di progetti di partenariato europei con le regioni che condividono le vicende storiche della Sardegna dal XVI secolo al XVIII secolo; la creazione di un itinerario storico-culturale-turistico e paesaggistico. «Abbiamo potenzialità di crescita importanti grazie al patrimonio storico che vantiamo – spiega il sindaco di Sanluri, Alberto Urpi – solo facendo rete e realizzando percorsi condivisi riusciremo ad emergere e crescere sia nella conoscenza sia in termini turistici». «Il feudalesimo dal punto di vista storico – ha aggiunto il sindaco di Mandas, paese che sarà sede legale di Titulos - è stato importantissimo anche in Sardegna, eppure è un periodo poco studiato e sconosciuto alla maggioranza. Ci riproponiamo, tutti insieme, di riscoprirlo e farlo conoscere, l’azione congiunta sarà fondamentale».

Fonte: La Nuova Sardegna

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