Dici pizzerie, a Cagliari, e ultimamente dici crisi. Clienti in calo a macchia di leopardo, quelle del pieno centro, dove c’è la movida, si salvano. Altre galleggiano. In via Paoli, Ignazio Zucca, 41 anni, gestisce da qualche mese una pizzetteria e si trova a fare i conti con rincari su rincari. A partire, clamorosamente, dalla mozzarella: “In un mese il prezzo è aumentato tre volte, se prima la pagavo sette euro al chilo ora la pago 8,30 euro. E, visto che in ogni pizzetta ne metto sessanta grammi, riesco a farcirne appena quindici”. Troppo poco, insomma, per far continuare a quadrare i conti. E lo ammette, Zucca, di aver dovuto ritoccare il listino dei prezzi: “Ora la margherita la faccio pagare 2 euro, come la capperi e acciughe. Per avere wurstel e cipolle chiedo due euro e trenta centesimi, mentre la pizzetta al taglio più cara è quella con i frutti di mare, 2,50 euro. Ma giuro che non mi sto mettendo soldi in più in tasca”, afferma, “l’ho dovuto fare per coprire le spese e rientrarci. Le ultime bollette delle luce sono state molto alte”. “I clienti sono in calo, penso sia un fattore anche legato al periodo”. E, probabilmente, ai pochi soldi dentro i portafogli dei cagliaritani: “Siamo tutti vittime in questo momento, gli aumenti sono ovunque. Se è aumentata addirittura la mozzarella, cosa si può pensare? Non so perchè ci siano questi rincari”, ammette Zucca. Che spera di non dover più ritoccare, al rialzo, il suo menù.

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