Firenze

Il presidente della Fondazione, Muroni: “In primavera l’apertura della nuova ala del museo”

Grande successo di pubblico durante gli appuntamenti al Salone dell’archeologia e del turismo culturale tourismA, che hanno visto protagonista la Fondazione Mont’e Prama al Palazzo dei congressi di Firenze.

Il mondo archeologico parla di Sardegna, raccontando la storia nuragica di un popolo che ha costellato l’isola con le torri circolari costruite con blocchi di pietra, mirabili opere che ancora oggi ci guardano dall’alto. L’archeologia sarda si evolve e l’obiettivo è piuttosto chiaro: rendere concreta l’idea di un museo a cielo aperto pronto ad accogliere e a raccontarsi, accogliendo il visitatore di qualunque età, andando incontro alle sue esigenze.

La Fondazione Mont’e Prama accetta la sfida e ha già posizionato i primi tasselli di un grande progetto di sviluppo che comprende non solo i Giganti e la collina di Mont’e Prama, ma tutti i siti della terra del Sinis.

“Abbiamo la fortuna di essere chiamati a valorizzare un luogo magico”, ha detto il presidente della Fondazione, Anthony Muroni, “un ecosistema nel quale da migliaia di anni si sono succeduti degli insediamenti umani e dove insiste un parco archeologico naturale di straordinaria bellezza. La sfida è far vivere ai visitatori le suggestioni della natura incontaminata incastonandole con le meraviglie archeologiche”.

Anthony Muroni a Firenze - Foto Ufficio Stampa Fondazione Mont'e Prama
Anthony Muroni a Firenze - Foto Ufficio stampa Fondazione Mont'e Prama

Cambia dunque l’offerta museale di Cabras e del Sinis, seguendo lo schema tracciato dalla Direzione generale dei musei della Sardegna.

“La prima innovazione”, ha proseguito Muroni, “è quella dell’apertura, nella prossima primavera, della nuova ala del museo, necessità assoluta per l’impellenza della riunione delle statue che è già di per sé una rivoluzione e il raggiungimento di un traguardo. Ma non solo. I Giganti sono l’epicentro del mistero, della bellezza delle territorio di Cabras, ma sono un tassello di una storia molto più ampia e devono essere l’acceleratore per uno sviluppo completo, che comprende il riallestimento dell’intero museo di Cabras e del parco archeologico a cielo aperto, il quale racconta settemila anni di storia, da Cuccuru Is arrius per arrivare a Eleonora d’Arborea, così che il Sinis possa accompagnare il visitatore in un percorso cronologico completo”.

Il concetto di museo si fa racconto, espressione di chi ha fatto la storia prima dell’uomo moderno, e diventa vivo esprimendo le vicissitudini delle persone che hanno realizzato quei reperti.

“Ogni sito è un tassello di quel racconto. L’obiettivo è quello di dare una vita nuova al museo civico antico”, ha dichiarato ancora il presidente della Fondazione Mont’e Prama, “con un profondo intervento migliorativo che comprenda Tharros. Il 2023 sarà l’anno delle novità, delle aperture notturne e dell’investimento sulla didattica, con ricercatori, studiosi e bambini”.

“Vogliamo che sia chiaro”, ha concluso Muroni, “la Fondazione Mont’e Prama non è un’isola, vogliamo avere un rapporto continuo con le altre realtà culturali e archeologiche della Sardegna, per uno sviluppo che crei rete e sinergia tra le istituzioni”.

La Fondazione Mont'e Prama fa tappa a tourismA - Foto Ufficio Stampa Fondazione Mont'e Prama
Lo spazio della Fondazione Mont'e Prama a tourismA - Foto Ufficio stampa Fondazione Mont'e Prama

Lunedì, 3 ottobre 2022

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Fonte: Link Oristano

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