È difficile per tutti comprendere, riuscire ad accettare la morte di una bambina di 13 anni. Emma Bistrussu, stroncata nel giro di una settimana da un’encefalite al Brotzu, ha portato un intero paese, quello di Monserrato, a fermarsi per il suo funerale. Passa solo qualche auto durante il rito funebre, celebrato da don Sergio Manunza nella chiesa del Redentore. Le strade sono deserte, i banchi sono pieni e in tanti, sia fuori sia dentro, piangono la morte di una bambina che aveva iniziato da un paio di mesi l’avventura scolastica delle superiori. I suoi compagni di classe del Pertini ci sono, tutti, insieme ai loro insegnanti. A pochi metri dal parroco c’è il sindaco Tomaso Locci, avvolto nella fascia tricolore, accanto a lui anche il presidente del Consiglio comunale Piergiorgio Massidda. In prima fila, impietriti e silenziosi, mamma Cristiana e papà Cristiano, insieme alla sorellina di Emma. Don Manunza può solo “aiutare” tutti con la parola di Dio e con delle parole che possono aiutare a concentrarsi più sulla vita che sulla morte: “Non sappiamo perché sia morta, ma sappiamo perché Emma ha vissuto: per accendere in ognuno di noi la passione per la vita. Il suo modo gioioso e attento, che tutti abbiamo potuto conoscere, ci dimostra che è stata una di quelle adolescenti che ha affrontato i suoi giorni con gioia. E con voglia di vivere, Emma ci ricorda quanto sia preziosa e bella l’esistenza che Dio ci ha donato”.Parole di conforto, impreziosite dal sostengo della fede per chi crede e prega. Fuori, decine di corone e mazzi di fiori: “Vivere nel cuore di chi resta per non morire mai. Ciao Emma, con affetto, l’istituto Pertini”, “zio Gege e zia Gianna”, “il sindaco e tutta l’amministrazione comunale”. Presenti anche vari consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione. Il cordoglio e le lacrime non possono che essere totali, una bambina di tredici anni con sogni e progetti non c’è più. Otto mazzi di palloncini bianchi vengono liberati in cielo all’uscita della piccola bara, sospinti dagli applausi. Così, in un pomeriggio pre natalizio, Monserrato ha voluto omaggiare, per l’ultima volta, una sua “figlia” scomparsa troppo, troppo presto.

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