Mirabolanti guadagni, ma era una frode: inchiesta anche in Sardegna
Operazione della Guardia di finanza

Tocca anche la Sardegna la maxi operazione della guardia di finanza del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria che, sotto il coordinamento della procura della Repubblica di Monza, ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare e sequestro preventivo del gip del tribunale di Monza nei confronti di 9 soggetti indagati, a vario titolo, per reati fiscali e associazione a delinquere finalizzata all’abusivismo finanziario, alla truffa, all’autoriciclaggio e alla bancarotta fraudolenta.

I militari hanno arrestato otto persone e sequestrato un totale di 20 milioni di euro. Le indagini hanno consentito di accertare che gli arrestati, tramite quattro società, hanno esercitato un’illecita attività finanziaria, secondo il cosiddetto “schema Ponzi”: promuovevano, attraverso simulati contratti di compravendita o locazione, prodotti finanziari a rendimenti elevati e ripagando gli incauti investitori con fondi raccolti presso nuovi clienti. I prodotti finanziari venivano gestiti tramite una piattaforma informatica creata ad hoc. Usavano poi i social network e organizzavano vere e proprie convention in Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia-Romagna e, appunto, la Sardegna.

La frode, compiuta dal 2016 al 2018 nei confronti di circa 2 mila risparmiatori – che hanno investito somme che oscillano da 5mila a 600 mila euro – ha permesso agli indagati di raccogliere sull’intero territorio nazionale capitali per circa 20 milioni di euro.

La restituzione degli interessi ai risparmiatori, tesa a incentivare la stipulazione di nuovi contratti, ha determinato il fallimento di due delle quattro società coinvolte nella frode.
L’organizzazione aveva struttura piramidale, al cui vertice vi era il ‘dominus’ delle società e, a un livello inferiore, i suoi più stretti collaboratori.

Sono stati individuate 15 persone nominate ‘leader regionali’, le quali, pur avendo investito esse stesse investito somme nell’acquisto dei prodotti, si erano costituite – per trarre a loro volta delle provvigioni – un proprio nutrito portafoglio clienti, coinvolgendo anche familiari e conoscenti.

I finanzieri hanno scoperto un ulteriore livello rappresentato dai procacciatori (circa 370), i quali, avendo anch’essi acquistato dei prodotti, si sono poi occupati di collocarne degli altri sul mercato, in cambio di una provvigione.

Sabato, 13 marzo 2021

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Fonte: Link Oristano

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