Arrivata in Sardegna per sperare in una vita migliore, ha trovato invece la morte, uccisa a coltellate nella sua mansarda di via della Musica a Quartu Sant’Elena. Mihaela Kleics, 50 anni, è l’ennesima vittima di femminicidio in Italia. E una sua amica e connazionale, Cristina Avarvarei, 37enne ora a Timisoara, ma che ha vissuto per anni a Pirri, offre una testimonianza, esclusiva e importante, di come viveva la sua amica e connazionale a Quartu. Meglio, di come sopravviveva, tra molte difficoltà, soprattutto nell’ultimo anno: “Da settembre mi aveva bloccata ovunque ed era sparita, non parlava più nemmeno con gli altri nostri amici, sia rumeni sia sardi”. Il motivo? “Le avevo detto di lasciare il suo compagno, le diceva sempre che l’avrebbe ammazzata. Vivo a Pirri, quando aveva problemi veniva sempre da me. Prima era stata con altri due uomini, anche con loro c’erano stati litigi ed era scappata”. Con l’ultimo, Sandro Sarais, attualmente accusato dell’omicidio della 50enne, stava “da circa un anno. In Romania Mihaela ha la sorella, una figlia di ventisei anni e due nipotini: Era sposata con un uomo, ma si erano lasciati da anni”. E Mihaela era arrivata in Sardegna “insieme alla sorella. Poi, lei aveva avuto un figlio ed era tornata in Romania con il marito”. Lì, ad Arad, la loro città natale, la 50enne aveva lavorato “in un ristorante”. E qui nell’Isola non avrebbe mai avuto un lavoro stabile: “Aveva il reddito di cittadinanza. Mihaela aveva solo i soldi in testa, ed ecco dove è arrivata. Lui l’ha ammazzata perchè lei voleva lasciarlo”. Una dichiarazione, quest’ultima, che stona però con la scelta dell’amica di bloccare Cristina Avarvarei su tutti i social e scomparire già da settembre. Forse, è probabile che la Kleics, impaurita, avesse le idee confuse.“Le ho detto di lasciarlo, di dimenticarlo e di tornare in Romania. Io e tutti gli amici sapevano cosa stava vivendo, ma non ha voluto ascoltare nessuno”. Mihaela si sentiva, con quel compagno che sarebbe poi diventato il suo assassino, sicura, economicamente parlando: “Non so da dove avesse i soldi, forse aveva venduto una casa dei parenti. Le liti erano continue, le piacevano le cose di marca, io gliel’avevo detto che un giorno l’avrebbe ammazzata”. Dal racconto della connazionale emerge un quadro abbastanza chiaro, per quanto le indagini stiano andando avanti e Sandro Sarais sia piantonato dai carabinieri all’ospedale Businco almeno sino a giovedì, dopo non aver spiccicato neanche mezza parola durante l’interrogatorio della pm Nicoletta Mari. “Mi ha detto tante volte che il suo compagno la picchiava, una volta l’ha denunciato ma poi ha ritirato tutto perchè aveva paura di lui. Spero che il bastardo che l’ha ammazzata passi tutta la vita in carcere, Mihaela non se lo meritava”. Un lungo periodo in terra sarda difficile e costellato da liti e botte, quindi, quello della 50enne ammazzata con decine di coltellate: “Uscivamo insieme, ci divertivamo”. Stando alla testimonianza di Cristina Avarvarei, Mihaela avrebbe avuto, negli ultimi anni, tre compagni, tutti in periodi diversi: “Anche il primo e il secondo la picchiavano”. Poi, l’attuale compagno: “Sono sicura che l’abbia uccisa lui”. Un timore che, presto, potrebbe diventare certezza anche a livello giuridico. O essere totalmente ribaltato.

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