Da Sarroch a Sant'Antioco è stato un susseguirsi di arrivi. Lettera della sindaca di Monastir alla prefetta sulle fughe degli ospiti dal centro di prima accoglienza

CAGLIARI. Non si fermano gli sbarchi di migranti lungo le coste della Sardegna. Da questa mattina 16 agosto sono arrivati complessivamente 43 cittadini algerini. I primi due sbarchi sono stati registrati a Cala Cipolla nel Comune di Domus De Maria, nel Cagliaritano. In spiaggia sono arrivati due barchini con a bordo rispettivamente 11 e sei migranti. Sul posto c'erano i carabinieri. Il terzo sbarco è avvenuto a Porto Tramatzu nel Comune di Teulada, nel sud Sardegna: arrivati in questo caso altri 4 algerini. Successivamente altre 10 sono arrivati a Sarroch, sempre nell'hinterland di Cagliari e altri 12 a Sant'Antioco.

Dopo le prime visite mediche e le operazioni di identificazione, i migranti sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza di Monastir, dove rimarranno in quarantena. Proprio ieri il centro di accoglienza è stato oggetto di polemiche. La sindaca di Monastir, Luisa Murru, ha scritto una lettera inviata alla prefetta vicaria, Paola Dessì, al presidente della Regione, Christian Solinas e alla ministra dell'Interno Luciana Lamorgese, segnalando l'ennesima fuga dei migranti del centro di accoglienza. «Alcuni si sono recati al vicino Centro Commerciale - scrive la prima cittadina - e hanno compiuto dei furti, altri sono arrivati nel nostro paese e hanno importunato alcune minorenni. Episodi di questo genere sono già accaduti nelle settimane precedenti. Da cittadina e da sindaco ho sempre dato grande importanza all'accoglienza e all'integrazione, ma ritengo che questi episodi non siano accettabili e che il mio territorio abbia diritto alla serenità che sempre lo ha caratterizzato».

La sindaca chiede «alla Prefettura, che già nelle scorse settimane si è adoperata per cercare di tenere sotto controllo la situazione, di prendere ulteriori e definitivi provvedimenti per garantire la sicurezza dei miei cittadini e del territorio. Chiedo inoltre al presidente della Regione Sardegna che porti all'attenzione del Governo il problema e se ne faccia anche esso carico, collaborando alla realizzazione di una soluzione definitiva». (Ansa).

Fonte: La Nuova Sardegna

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