Sono state “55” le scuole superiori, sparse in tutta la Sardegna, che oggi sono rimaste con i banchi vuoti. Migliaia di alunni hanno preferito restarsene a casa per paura del Covid, scegliendo di seguire la linea della protesta – meglio, dello sciopero – organizzato dal Coordinamento dei rappresentanti d’istituto delle scuole della regione Sardegna. Da Cagliari a Oristano, da Sassari a Olbia, numerosi i casi di lezioni totalmente saltate. Il motivo? Il pressing per ottenere, almeno sino a fine gennaio, la didattica a distanza: “A Cagliari hanno aderito il De Sanctis, il Siotto, il Fois Fois, l’Alberti, il Martini, il Dettori. A Quartu il Brotzu e il Motzo, a Villacidro l’istituto Piga”, spiega il rappresentante Alessandro Frongia. “E non intendiamo fermarci qui, proseguiremo lo sciopero anche nei prossimi giorni, sino a quando non ci sarà garantita la piena didattica a distanza. I contagi sono ancora troppi, il Coronavirus è molto forte: troppi rischi”, rimarca Frongia, che ha già lanciato diversi appelli, sinora caduti nel vuoto, alla Regione Sardegna.

“Intanto, però, vari presidi e vari sindaci hanno rimandato, giustamente, l’inizio delle lezioni. Vogliamo sicurezza, non chiediamo altro”, prosegue Frongia. E all’orizzonte, nei prossimi giorni, potrebbe anche esserci una clamorosa protesta davanti a Villa Devoto.

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