Oristano

L’Azienda sanitaria al lavoro per risolvere le criticità legate alla carenza di camici bianchi

È il ricorso ai medici di guardia medica, la soluzione tampone individuata dall’Asl per contrastare l’ormai nota carenza di medici di base nell’Oristanese. L’Azienda sanitaria locale ha chiesto la loro disponibilità a garantire un impegno in orario mattutino, in attesa che si trovino i sostituti dei medici di medicina generale andati in pensione o che al momento sono in malattia. L’ultimo caso è quello della dottoressa Maura Fois, che si è assentata dal lavoro da qualche giorno, lasciando oltre 1.500 pazienti di Cabras privi di assistenza.

Poi c’è Uras. Il dottor Filippo Dentoni è andato in pensione a inizio mese e non è ancora stato sostituito. E l’altro medico di famiglia che lavora nel paese, la dottoressa Maria Giovanna Cotza, lascerà il suo incarico tra pochi giorni. Dalla prossima settimana dunque oltre 2.000 abitanti del paese resteranno senza alcun medico.

Per queste ragioni l’Asl di Oristano ha chiesto aiuto ai medici di guardia medica. “Il problema vero è che mancano medici di base”, ha dichiarato il direttore generale della Asl di Oristano, Angelo Serusi, “trovare sostituti non è semplice. La stessa Regione sta facendo un monitoraggio complessivo delle sedi carenti a livello regionale”.

“Una soluzione temporanea”, continua Serusi, “potrebbe essere quella di chiedere la disponibilità alle guardie mediche e lo abbiamo già fatto. Stiamo cercando un sostituto temporaneo della dottoressa Fois e ci stiamo muovendo anche per Uras. Nel frattempo dobbiamo però garantire l’assistenza ai pazienti rimasti senza medico. Speriamo nella buona volontà e nell’approccio solidaristico da parte delle guardie mediche. Abbiamo chiesto loro la disponibilità a prescrivere le ricette. Questa è una strada percorribile nell’immediato in tutte le sedi carenti della provincia, penso per esempio anche a Busachi“.

Angelo Maria Serusi Asl Oristano
Il direttore generale della Asl di Oristano, Angelo Serusi

Se l’Asl dovesse ora incassare la disponibilità da parte delle guardie mediche, si conta di impegnarle nelle ore del mattino per garantire l’assistenza e prescrivere le ricette ai pazienti, specie negli ambiti con le maggiori carenze di medici di base.

Quella del ricorso ai medici attualmente impegnati nel servizio di continuità assistenziale appare però al momento una soluzione tutt’altro che agevole da praticare. Dei circa 60 professionisti impegnati in provincia nei 27 punti di guardia medica, poco più di 20 sono titolari con 38 ore di impegno settimanale, mentre i restanti hanno contratti di 24 ore che vengono rinnovati periodicamente, a seconda della disponibilità del professionista.

Gli interessati a un impegno più ampio sarebbero quindi solo i titolari, i quali però difficilmente accetterebbero una retribuzione oraria simile a quella già prevista per il loro incarico. Al termine del loro turno, infatti, molti di loro esercitano la libera professione, ben più remunerativa.

Da aggiungere che l’impiego dei medici di continuità territoriale in orari diversi da quelli contrattuali deve fare i conti appunto con le prescrizioni del contratto da loro sottoscritto, con tutte le implicazioni di ordine legale che la cosa comporta. Da sottolineare, infine, che il loro apporto sarebbe limitato dalle credenziali di cui dispongono: non consentono, ad esempio,  di prescrivere visite specialistiche né accertamenti diagnostici.

Mercoledì, 26 gennaio 2022

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Fonte: Link Oristano

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