Positiva dallo scorso venti aprile “e ancora prigioniera in casa”. Succede a Decimomannu, la protagonista è una bambina di dieci anni che frequenta una scuola nell’hinterland cagliaritano. La sua classe è subito finita in quarantena. “Sino a venerdì scorso”, racconta la mamma della bimba, Valentina E., 40enne. “Oggi tutti i suoi compagnetti sono tornati in classe, il mio tesoro invece no”. Il motivo? “L’Ats non ci ha contattati per il secondo tampone. Inoltre, ho scoperto della positività di mia figlia dal fascicolo online. Nessuno ci ha mai contattato per tracciare i contatti o per programmare, appunto, un secondo tampone”. Al primo si è sottoposta anche lei, insieme al compagno e all’altra loro figlia. Tutti negativi, fortunatamente. Ma il sapore della beffa c’è comunque.“Non so più dove sbattere la testa. Mia figlia non ha nessun sintomo, è ancora positiva o si è negativizzata? Per quanto tempo ancora dovremo attendere che l’Ats si ricordi di noi? A volte sembra di vivere nel terzo mondo, vergogna”.

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