“Ho deciso, mi ricandido. Fare il sindaco è il lavoro più bello del mondo, quindi nel 2024 mi riproporrò a guidare la città per altri cinque anni”. Tagliato il traguardo di metà mandato, il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, rompe gli indugi e annuncia con convinzione la sua decisione di candidarsi per il bis. Senza esitazioni e senza indugi, Truzzu gioca quindi decisamente d’anticipo e chiede ai cagliaritani di dargli ancora fiducia. Ma Truzzu che idea ha della città? Quali sono le sue strategie e quali scelte pensa di fare per lasciare un’impronta precisa e memorabile al capoluogo? E poi, di cosa è orgoglioso in questi primi due anni e mezzo di mandato?

“Certo che ho un’idea della città. Verde, mare, più equità sociale: la racchiuderei in questi tre concetti. Una città più verde e più a misura d’uomo, per una qualità della vita ancora migliore in una città che tutti ci invidiano”, dice Truzzu, che qualche mese fa aveva pubblicato un post in cui invitava Jennifer Lopez a trasferirsi nel capoluogo, quando la star aveva espresso il desiderio di trasferirsi in una città italiana dove andare in bicicletta, comprare pane e metterlo nel cestino poi tornare a casa, metterci marmellata e mangiarlo. E poi dipingere e sedersi su una sedia a dondolo davanti a un bellissimo panorama. “Cagliari ti aspetta Jennifer, vieni a vivere qua”, aveva scritto Truzzu sui social elencando le smisurate bellezze della città, dalla nidificazione dei fenicotteri rosa ai tramonti mozzafiato, dal buon cibo alla possibilità di prendere un aereo e andare ovunque per poi tornare e rifugiarsi nella più totale tranquillità.

La Lopez non gli ha mai risposto, ma se del fatto che lei non verrà mai ad abitare a Cagliari deve farsene una ragione, il sindaco giura che sono centinaia le persone che sognano di trasferirsi e iniziare la loro nuova vita proprio dal capoluogo sardo, e giura di aver incontrato in aereo una coppia che ha preferito Cagliari a Parigi.

“Basta girarsi per capire qual è la cosa più giusta da fare”, dice guardando il mare oltre la finestra del suo ufficio a Palazzo Bacaredda. “Io voglio una città più vicina al mare, che col mare recuperi un rapporto più profondo. Non ci sono spazi pubblici che consentono di vivere il mare. Abbiamo una spiaggia sconfinata e nessuno spazio per viverlo. Certo c’è il Poetto, ma è una strada, una ciclabile, dove per guardare il mare devi fermarti e girarti. Noi abbiamo bisogno di piazze e luoghi pubblici, e abbiamo in cantiere progetti che vanno in questa direzione. Ma per costruire una grande piazza sul mare, dobbiamo trovare un sistema per risolvere la questione traffico sul lato porto, che sia il tunnel sotto le banchine o una trincea con abbassamento della strada e la creazione di una piazza che permetta di arrivare dalla Marina al porto, l’importante è che ci sia una soluzione, e la sta studiando l’architetto Boeri,  per ricongiungere la città al mare ed evitare una strada con un numero smisurato di corsie che ti portano da una parte all’altra”.

E invece, in questi due anni e mezzo quali sono le tre cose di cui Truzzu va più orgoglioso? “Intanto abbiamo chiuso la pianificazione, importante perché significa aver dato un sistema di regole alla città, che valgono per tutti e anche per la politica, eliminando l’aspetto discrezionale. Altra cosa è la gestione della pandemia, soprattutto aver fatto il possibile per aiutare in questi 22 mesi tutti i cagliaritani in difficoltà, abbiamo investito una marea di risorse in sostegni e aiuti, anche aver fatto rientrare gli studenti tutti a scuola è stato un grande sforzo. Terza cosa, l’azione politica che ha convinto il governo a togliere il vincolo su Porto Canale, permettendo di salvare gli investimenti e dando nuove prospettive occupazionali”.

 

L'articolo “Mi ricandido, fare il sindaco è il lavoro più bello del mondo” proviene da Casteddu On line.

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