Mettere in sicurezza i territori della Sardegna con i fondi europei: un new deal per l’isola

Mettere in sicurezza i territori della Sardegna con i fondi europei: un new deal per l’isola
La proposta del Gruppo di intervento Giuridico Onlus

Un new deal della Sardegna nel campo del risanamento idrogeologico e della distribuzione idrica, che fornisca occasioni di lavoro per imprese, professionalità, maestranze di ogni livello. Lo propongono gli ecologisti del Gruppo di intervento giuridico Onlus alla Regione Sardegna con una lettera aperta al Presidente della Regione autonoma della Sardegna, al Presidente del Consiglio regionale sardo e ai Consiglieri regionali sardi. La pubblichiamo integralmente di seguito.

Quale Associazione ecologista impegnate da anni nell’attività di tutela delle risorse ambientali e storico-culturali della Sardegna, così come per l’equilibrata e sostenibile crescita economico-sociale, desideriamo formulare le seguenti sintetiche proposte per un’efficace programma di risanamento territoriale della Sardegna, anche in contrasto alle conseguenze economico-sociali della pandemia di coronavirus COVID 19.

Il territorio sardo rivela un diffuso rischio idrogeologico: l’80% dei Comuni (306 su 377) è a rischio frane e alluvioni, con oltre 613 kmq. interessati

Purtroppo, ancora negli ultimi anni, in concomitanza con eventi atmosferici intensi (es. “Ciclone Cleopatra”), si sono verificate le ennesime calamità innaturali in Gallura, nel Nuorese, nel Campidano, con nuovi gravissimi lutti e danni materiali.

Non solo. Si stima che le reti idriche isolane attualmente perdano in media circa il 55,6% dell’acqua trasportata, il 59,3% a Cagliari, verso una media nazionale (già troppo elevata) del 41,4% (Censimento delle acque ISTAT, 2015), a causa di carenze manutentive e di nuove opere di adduzione, nonostante grandi investimenti in merito da parte del gestore Abbanoa s.p.a.

Per contro, emerge la fragile consistenza del complessivo livello di scolarizzazione: ben il 38,86% della popolazione residente ha solo la licenza media e ben il 19,78% solo quella elementare o il 9,55%, addirittura, alcun titolo (dati ISTAT, 2011).

Complessivamente, quindi, il 68,19% della popolazione residente non risulta in possesso di una qualificazione professionale.

I diplomati risultano essere il 23,35%, i laureati con laurea magistrale solo il 7,59%.  Troppo pochi per guardare al presente e al futuro con serenità.

Purtroppo, i dati non sono migliori considerando la popolazione giovanile: il 25,8% dei sardi fra 18 e 24 anni ha solo la licenza media, il dato più elevato in Italia (dati M.I.U.R., giugno 2013).

Solo il 67,6% dei residenti in Sardegna fra i 20 e i 24 anni è in possesso di diploma di scuola secondaria superiore, mentre ben il 50,8% della popolazione residente in Sardegna in età lavorativa (25-64 anni) è privo di qualificazione professionale, avendo conseguito al massimo solo la licenza media inferiore (da Sardegna Statistiche, anno 2018).

E i dati sulla dispersione scolastica sono tutt’altro che confortanti, ben il 23% dei ragazzi abbandonano la scuola secondaria superiore (da Sardegna Statistiche, anno 2018).

Questo non fa che aggravare l’attuale crisi, ancora più dura a causa dell’emergenza dettata dalla pandemia di coronavirus COVID 19, con conseguenze pesantissime sul contesto economico-sociale.

E’ sempre più necessario un programma di investimenti pubblici per la buona gestione del territorio che favorisca occasioni di lavoro per i più ampi settori presenti nel contesto sociale isolano, anche per chi non può vantare qualifiche professionali di alcun genere, come avvenuto nel corso del ‘900 in occasione di gravi crisi economico-sociali con positivi risultati, dal programma territoriale ed energetico della Tennessee Valley Authority negli Stati Uniti devastati dalla crisi finanziaria del 1929 alle bonifiche dell’Agro Pontino, di Arborea, ai rimboschimenti su terreni pubblici e privati quali opere di bonifica integrale (circa 130 mila ettari fra il 1867 e il 1934).

Riteniamo, quindi, opportuno proporre che almeno 100 milioni di euro dei fondi POR FESR 2014-2020 in corso di riprogrammazione e almeno un terzo del complessivo importo dei fondi POR FESR 2021-2027 destinata a un vero un vero e proprio new deal nel campo del risanamento idrogeologico e della distribuzione idrica, con il sostegno dei fondi comunitari 2021-2027, così anche da fornire occasioni di lavoro per imprese, professionalità, maestranze di ogni livello, con indubbi riflessi positivi sulla qualità ambientale e della sicurezza del territorio, nonché del miglioramento del contesto economico-sociale sardo nel breve-medio termine.

Certi dell’interesse e delle ricadute positive di tali obiettivi di massima, anche per l’efficacia dell’utilizzo del sostegno finanziario comunitario, cogliamo l’occasione per formularVi i più cordiali saluti e auguri per un proficuo percorso comune per la nostra Terra nell’ambito dei rispettivi ruoli.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus
Stefano Deliperi

Sabato, 2 maggio 2020

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Fonte: Link Oristano

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