Oristano

Emergenza sanità: la proposta di Bruno Palmas, del Tribunale dei diritti e doveri del medico

Il Pronto soccorso dell’ospedale di Oristano è in gravissima difficoltà, anche il punto di primo intervento dell’ospedale di Bosa opera tra non pochi problemi e così quello di Ghilarza, meglio sarebbe, quindi, “accorpare temporaneamente le funzioni di emergenza e urgenza in un unico presidio ben funzionante”. È la proposta lanciata da Bruno Palmas, presidente regionale del Tribunale dei diritti e doveri del medico, che denuncia anche lui la mancanza di medici, per i buchi di organico, i contagi da coronavirus e le assenze per malattia.

Palmas si associa alla richiesta di intervento del Ministro della Salute sulle inefficienze della Giunta regionale e chiede alla Direzione generale dell’Asl di assumere il coraggio necessario nella vicenda: “Non si comprende come sia possibile tenere in piedi 3 presidi di Pronto soccorso nella provincia di Oristano (Bosa, Ghilarza, Oristano) tutti in grave difficoltà di personale, quando sarebbe logico accorpare temporaneamente le funzioni di Emergenza e Urgenza in un unico presidio ben funzionante. I medici non ce la fanno più, stanno morendo di lavoro perché la politica non sa decidere nel modo giusto. Ora basta. Fate lavorare i medici in santa pace e con la serenità che ci serve, senza inventarci non soluzioni assurde”.

“Mentre la situazione al PS di Oristano diventa sempre più grave, afferma Palmas, “i pazienti muoiono e le persone non riescono più a ricevere le cure adeguate, a qualcuno vengono in mente soluzioni strampalate! Ora i medici faranno i vigili del traffico sanitario. Di male in peggio!”.

Palmas rincara la dose dopo le notizie circolate ieri sui social secondo cui al Pronto soccorso del presidio ospedaliero di Oristano si starebbero cercando medici a 700 euro per turno di dodici ore che, “pur senza i necessari requisiti specifici per l’emergenza, siano in grado di distribuire ai reparti di riferimento i casi urgenti in arrivo”, sostiene il presidente del Tribunale dei diritti e dei doveri del medico. “Una incredibile e catastrofica soluzione (che soluzione non è), in grado di distruggere le attività dei reparti del nosocomio, di “uccidere professionalmente” i medici, di devastare le residue capacità di assistenza dell’ospedale oristanese”, dichiara Palmas, “in assenza totale di qualsiasi iniziativa politica della Regione per provare a risolvere l’umiliante situazione dei presidi sanitari Oristanesi”.

“È di queste ore”, prosegue Bruno Palmas, “la richiesta di intervento del Ministro Speranza da parte dell’opposizione in consiglio regionale per fare chiarezza sulle responsabilità di una situazione oramai drammatica per tutti, cittadini, medici, operatori sanitari, in un contesto in cui le soluzioni “mirabolanti” si sono avvicendate (Medici in affitto, medici in prestito, medici in trasferta, medici vigili del traffico sanitario) con i risultati nefasti sotto gli occhi di tutti”.

“Nessuno vuole assumere le responsabilità che a ciascuno competono, eppure si preferisce disporre in provincia di 3 presidi di urgenza che funzionano tutti male, piuttosto che concentrare le forze in un unico presidio di emergenza e farlo funzionare a dovere. Noi saremo anche contro corrente rispetto alle logiche di campanile – prosegue Palmas – ma sentiamo la responsabilità di dare risposte efficaci e di qualità piuttosto che nessuna risposta”.

Giovedì, 10 febbraio 2022

Fonte: Link Oristano

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