Un’opera gigantesca che avrà un impatto su tutta la zona circostante. Il mega polo commerciale previsto tra Assemini e Sestu dovrà passare dalla severa valutazione di impatto ambientale. L’ha deciso la giunta regionale, dopo il parere del servizio Via. Ma i privati, la società Esetali (della famiglia dell’ex sindaco di Cagliari e senatore di Forza Italia Floris) ha deciso di modificare il progetto. E ha presentato una proposta l Comune di Assemini. Una sforbiciata alle volumetrie commerciali e spazio a una “cittadella sanitaria”.L’area di intervento ricade ad Assemini al confine con Sestu, ma anche a pochi passi da Cagliari e Elma, nei terreni chiusi a nord da via San Giorgio, che dalla vecchia 131 conduce alla 130, e a sud con la strada provinciale 8 Sestu-Elmas, ed è attraversato dal Rio Sestu.Il piano proposta alla regione aveva come cuore un gigantesco polo commerciale: 2 grandi strutture di vendita non alimentari, 1 grande struttura di vendita alimentare, 10 medie strutture di vendita  non alimentari, una galleria commerciale con 41 negozi vicinato (tra 56 e 250 mq), più aree dedicate alla ristorazione e aree gioco. In tutto 56 mila metri quadrati di superfici commerciali. La superficie di vendita prevista è pari a 41 mila 700 m2 e le volumetrie complessive 432 mila 300 m3. Le aree destinate a superficie di parcheggio saranno in totale pari a 50 mila 750 m2 per  mille e 950 stalli.Previste le indispensabili opere di mitigazione idraulica per scongiurare il rischio alluvioni. Poi ci sono tutte le opere di riqualificazione: l’allargamento di via San Giorgio per realizzare la pista pedo-ciclabile una rotatoria sulla via San Giorgio e un’ altra sulla strada provinciale 8.Spazio anche a una nuova strada pubblica interna al lotto (dotata di pista pedo-ciclabile), un ponte di attraversamento del Rio Sestu e altri ponticelli pedonali sempre sul Rio Sestu. In più la riqualificazione dell’area con piantumazione a verde di aree per circa 28 mila metri quadrati con realizzazione di piccoli parchi giochi.Ma il Servizio Via ha concluso l’istruttoria evidenziando che non è possibile escludere impatti ambientali negativi e significativi per l’intervento. Criticità soprattutto in relazione alle dimensioni del progetto che ha un’area di superficie pari a circa 22,4 ettari e  di questi circa 13,6 ricadono in zona di salvaguardia ambientale.Non solo. Secondo elaborazioni effettuate in fase istruttoria l’indice di impatto sociale del progetto (quello che descrive la densità dell’offerta rispetto alla popolazione locale, attraverso il rapporto tra superficie e popolazione residente, cioè la superficie di vendita/1000 abitanti), è pari a 1.807 m2/1.000 abitanti, maggiore del 320% di quello medio della ex Provincia di Cagliari (564 m2/1.000 abitanti) e superiore del 487% all’indice regionale, e maggiore di quello nazionale del 443%.Tra le criticità anche il fatto che l’area di intervento, è mappata per gran parte come a pericolosità idraulica molto elevata. Con aumento del traffico attraverso tratti di viabilità che “permangono, comunque, soggetti al pericolo di inondazione e che devono essere, obbligatoriamente, utilizzati per l’accesso o l’uscita dal centro commerciale”. Inoltre “è favorita la concentrazione di persone e mezzi in un’area che, pur risultando non inondabile secondo i modelli di progetto, può risultare isolata durante l’eventuale esondazione del rio”. E, secondo gli uffici della Via, “non viene esaminato, infatti, il problema della sicurezza nelle aree limitrofe a quella d’intervento (in particolare nelle aree a valle), in concomitanza con eventi calamitosi”. Inoltre “la realizzazione dell’intervento comporta la trasformazione di una superficie di circa 22 ettari e importanti modificazioni dell’alveo, di conseguenza vi è una rilevante modificazione dell’assetto percettivo – scenico e degli attuali caratteri paesaggistici del sito. Il rapporto che si crea fra opera e paesaggio in questo caso è di “sostituzione spaziale” in quanto il paesaggio di quell’ampia superficie interessata non sarà più riconoscibile come tale ma sarà sostituito dai nuovi corpi di fabbrica e da un corso d’acqua differente”.Ma la Esetali ha deciso di modificare il progetto. Taglio alle superfici commerciali e spazio a una cittadella sanitaria. “La società propone la realizzazione di 3 fabbricati”, spiega Gianluca Mandas, assessore all’Urbanistica e vicesindaco di Assemini, “due già ricadenti in ambito commerciale per in superficie complessiva di circa 30.000 mq è uno con destinazione d’uso sanitario da realizzare a seguito di variante urbanistica e mitigazione idrogeologica per effetto di opere idrauliche. La parte della cittadella sanitaria è quella che riguarda la variante urbanistica e l’oggetto nevralgico dell’accordo pubblico privato”.E spunta fuori una polemica sollevata dal consigliere Psd’Az Gigi Garau, relativa al rilascio da parte del Comune di un certificato di destinazione urbanistica per un terreno, nella zona della lottizzazione, che un privato che ha usucapito all’amministrazione comunale asseminese e poi ceduto alla Esetali. Sulla vicenda è in piedi una causa giudiziaria.

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