Oristano

Confronto aperto con l’Asl di Oristano

Sembra svanire la possibilità di impiegare le guardie mediche per far fronte alla carenza di medici di famiglia nell’Oristanese.

Non ci sono state le adesioni attese all’invito della Asl di dare la disponibilità a garantire un impegno in orario mattutino: una soluzione temporanea in attesa che si trovino i sostituti dei medici andati in pensione o attualmente in malattia.

La soluzione appare, inoltre, di difficile applicazione così come formulata. Dei circa 60 professionisti impegnati in provincia nei 27 punti di guardia medica, poco più di 20 sono titolari con 38 ore di impegno settimanale. I restanti hanno contratti di 24 ore che vengono rinnovati periodicamente, a seconda della disponibilità del professionista.

Gli interessati a un impegno più ampio sarebbero, quindi, solo i titolari, che difficilmente accetterebbero una retribuzione oraria simile a quella già prevista per il loro incarico.

“È impensabile se si mantengono le tariffe di guardia medica”, commenta Alessandro Usai, segretario provinciale della Fimmg, che propone come soluzione l’utilizzo delle tariffe Usca, di 40 euro l’ora. Un incentivo maggiore per i professionisti, tra i quali molti, al termine del turno notturno, esercitano la libera professione, ben più remunerativa.

Tra i limiti da superare anche l’impiego dei medici di continuità territoriale in orari diversi da quelli contrattuali deve fare i conti con le prescrizioni del contratto da loro sottoscritto, con tutte le implicazioni di ordine legale che la cosa comporta. L’apporto delle guardie mediche, inoltre, sarebbe limitato dalle credenziali di cui dispongono che non consentono, per esempio, di prescrivere visite specialistiche né accertamenti diagnostici.

Resta, comunque, un’altra possibile soluzione, proposta più volte – ancora senza esito – dalla Fimmg provinciale guidata da Usai: “Dichiarare sedi svantagiatissime i centri con meno di 500 abitanti, nei quali istituire una quota capitaria maggiorata di 10 euro per dare un incentivo economico e rendere più appetibili le zone dove non vuole andare nessuno”.

“In provincia di Oristano sarebbero 33 comuni”, chiarisce Alessandro Usai. “E potrebbe essere una soluzione estendibile a tutta la Regione”.

“Attualmente molto del lavoro si sta basando su volontariato, sul buon cuore dei medici che possono fare ricette e le fanno anche in sostituzione ai titolari in malattia”, denuncia Usai, che anche per questo problema ha proposto una soluzione: “I professionisti in malattia potrebbero essere sostituiti da altri medici territoriali, ai quali conteggiare le prestazioni come extra”.

“Anche in questo caso”, conclude Usai, “non abbiamo avuto risposta”.

Alessandro Usai
Alessandro Usai

Venerdì, 28 gennaio 2022

Fonte: Link Oristano

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