Mario Dessì, itolare di un chiosco in viale
Buoncammino a Cagliari, a Radio CASTEDDU spiega: “Stanno colorando
le regioni con il nostro sangue. Non lavoro con l’asporto, quando
ero alla manifestazione per protestare, mia madre ha provato, con
il socio, ad aprire l’attività ma il numero degli scontrini è stato
di 2, dalle 9 fino alle 15:30. Stiamo andando sempre peggio,
purtroppo non si prospetta un futuro: chi ci governa dovrebbe darci
le forze per sopravvivere, ma queste non arrivano: non sono
arrivate in passato, non sono arrivate sino a oggi e non penso che
arriveranno i prossimi mesi. Purtroppo se non ci danno le
soluzioni, rischia un’intera categoria di andare allo sbando. Con
la cassa integrazione di novembre, arrivata a gennaio, ho percepito
338 euro, con quella di dicembre, percepita a febbraio, 310 euro e
di gennaio, incassata oggi, 300 euro. In tutti questi mesi i debiti
accumulati superano di gran lunga ciò che abbiamo percepito. Il
problema è che comunque oltre al fabbisogno giornaliero che può
avere una famiglia o comunque una persona, ci sono le bollette, i
progetti fatti con dei finanziamenti richiesti che, se non vengono
saldati, tutto il resto va a rotoli: è una catena che porta
sempre più giù.
Ora questa nuova zona rossa ci darà la bastonata
finale.
Fosse la soluzione per questa pandemia quella di
chiudere i ristoranti e i bar, avrei consegnato le chiavi
dell’attività: il problema è che non è questa la soluzione, perché
ristoranti e bar sono chiusi da un anno e mezzo e i contagi
continuano ad aumentare, le varianti continuano ad uscire. Diteci
perché si continua a puntare il dito su di noi, sulla nostra
categoria, sulle piscine che sono stracariche di cloro e amuchina
e, quindi, il contagio dovrebbe essere praticamente meno di zero.
Speriamo che le persone che hanno dato seguito a svariati post
abbiano il coraggio di scendere in piazza come abbiamo fatto noi:
oggi eravamo 200 e speriamo, la prossima volta, di arrivare magari
a 2 mila persone: più siamo e più la nostra voce si fa sentire. Se
stiamo seduti a casa, sul divano a guardare le manifestazioni al
televisore non cambia niente.
Io vorrei vedere quanti scenderebbero in piazza se
levassero il reddito di cittadinanza”.
Risentite qui l’intervista a mario Dessì del
direttore Jacopo Norfo e di Paolo Rapeanu
e scaricate gratuitamente l’APP di RADIO
CASTEDDU
L'articolo Mario Dessi, barista cagliaritano: “In un giorno due scontrini, ma gli altri campano col reddito di cittadinanza” proviene da Casteddu On line.
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