Un dramma, una morte per tumore, unita ad un altro dramma: il mancato arrivo, almeno sinora, dei soldi legati ai mesi di “malattia” della vittima. Nicola Caddeo, marinaio di 66 anni di Carloforte ma residente a Calasetta, il ventisette luglio scorso si sente male mentre si trova a bordo della Moby Niki.Nel rapporto medico che porta il logo del Ministero della Salute e la firma del medico fiduciario, datato 18 settembre 2020, “Servizi assistenza sanitaria ai naviganti, denuncia di malattia e richiesta di visita medica durante l’imbarco”, si legge che Caddeo è stato visitato “nell’ambulatorio del medico” e che è stata scoperta una “eteroplasia polmonare in metastasi”.Un tumore, in altre parole, che si rivela fulminante: ” Il 66enne muore lo scorso 22 ottobre a Cagliari. Prima, “è stato portato all’ospedale di Piombino, dove è rimasto circa una settimana prima del trasferimento a Livorno. Poi l’hanno portato, il 23 agosto, al Brotzu, all’ottavo piano e, il venerdì successivo,  all’Oncologico. Lui voleva rientrare a tutti i costi a casa, ma il dottore”, spiega la moglie, “ci ha detto che era impossibile, la sua situazione era diventata molto grave. Gli ultimi venti giorni della sua vita li ha trascorsi all’Hospice”. La morte arriva il 22 ottobre scorso. E da quel giorno la moglie, Antonella Dessì, casalinga, è in “battaglia” con l’Inps. Il motivo? “I soldi dei mesi di malattia, dal 27 luglio sino al 22 ottobre, di mio marito”.“Dovrei avere tra i 4 e i cinquemila euro. Soldi che spettano di diritto”, sostiene la donna. “Mi trovo in grosse difficoltà economiche, non ho un lavoro e devo ancora saldare le spese per il funerale di Nicola. Ho spedito varie email Pec all’Inps, a oltre un mese dalla morte di mio marito non si è ancora sbloccato niente”. In una, datata 26 ottobre 2020 e inviata ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., c’è scritto: “Salve, sono la moglie dell’ormai defunto Caddeo Nicola, vi contattò lui medesimo da questa mail stessa per aiutarlo ad avere notizie sulle pratiche di Malattia e di Invalidità che gli spettavano quando era in vita, ma da voi, non abbiamo più ricevuto notizie, scrivo questa mail in quanto mi sento amareggiata per non aver aiutato mio marito quando ne aveva più bisogno, con la presente mail spero di poter sollecitare affinché le pratiche possano essere analizzate e concluse per poter ricevere gli arretrati che a mio marito spettavano. Confido in una vostra ulteriore mano d’aiuto e in una, se possibile, celere risposta”.

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