Mamme a lezione, bimbi all’asilo nido dell’Università di Cagliari
Potrà ospitare fino a 14 figli di studenti o dipendenti

Il rettore Del Zompo taglia il nastro inaugurale

Con l’inaugurazione dell’asilo nido di via Trentino 51, il progetto “Tessera baby” dell’Università di Cagliari si arricchisce di un ulteriore servizio, rivolto in particolare agli studenti e alle studentesse. La scelta di attivare un asilo nido da parte dell’ateneo è legata al fatto che i servizi per i bambini nella fascia di età che va dai 3 ai 36 mesi sono pochi e molto costosi. La struttura potrà ospitare fino ad un massimo di 14 bambini: 4 bambini dai 3 ai 12 mesi e 10 tra i 13 e i 36 mesi.

“Vogliamo che le nostre ragazze studino senza problemi”, ha sottolineato Del Zompo, “senza rinunciare all’idea di costituire una famiglia. Questa è davvero un’iniziativa dell’intero ateneo, tutti l’hanno condivisa fino alla fine. Per sostenere le famiglie servono servizi, che purtroppo non ci sono più: ecco perché con questa iniziativa abbiamo deciso di andare in questa direzione. Sono contenta di chiudere il mandato con un ateneo che permette agli studenti e a tutti coloro che lavorano all’Università di proseguire a fare il loro lavoro senza dover rinunciare a nulla”.

Il progetto “Tessera Baby”, voluto dal rettore Maria Del Zompo e promosso dal Comitato Unico di Garanzia (CUG) presieduto da Francesco Mola, ha preso avvio nell’anno accademico 2014/2015 con l’attivazione di servizi come parcheggi riservati per le studentesse in attesa, accesso alle stanze rosa, accesso preferenziale ai servizi di segreteria, accesso gratuito al materiale dei corsi e-learning, possibilità di concordare con i docenti l’orario di svolgimento degli esami di profitto.

Nell’anno accademico 2018/2019 il progetto si è arricchito del servizio “Spazio bambino ludoteca”: un servizio di accoglienza gratuito, destinato ai figli degli studenti/studentesse titolari della “tessera baby” e del personale universitario, che consente di affidare i bambini alle cure di personale specializzato, che viene affiancato dagli studenti tirocinanti del corso di laurea in Scienze della formazione primaria e Scienze dell’educazione.

“Complimenti all’ateneo di Cagliari per questa nuova iniziativa. Una struttura che offre nuove opportunità anche ai cittadini e si aggiunge a quelle già esistenti”, il commento dell’assessora comunale ai Rapporti con l’università, Rita Dedola.

Nei prossimi mesi verrà appaltata la gestione del servizio, che l’Università di Cagliari conta di attivare quanto prima, compatibilmente con l’evolversi del quadro epidemiologico regionale.

Il direttore generale Aldo Urru ha ringraziato la struttura per il lavoro fatto nella progettazione e nella realizzazione: “Non era un lavoro facile. Le attività preparatorie hanno richiesto molto tempo, da oggi offriamo un nuovo servizio ai nostri utenti, nell’ottica del miglioramento continuo che ci ha sempre caratterizzato in attuazione delle politiche di uguaglianza di genere e sostegno agli studenti e alle loro famiglie”.

Alla base del servizio c’è un progetto pedagogico condiviso con i docenti della Facoltà di Studi Umanistici focalizzato sull’accoglienza, sul benessere e sullo sviluppo del bambino. In questa cornice avranno un ruolo fondamentale anche i nostri studenti tirocinanti dei corsi di laurea in Scienze della formazione, Scienze dell’educazione e Scienze della formazione primaria, in Scienze pedagogiche, in Programmazione e gestione dei servizi educativi che potranno presentare specifici progetti educativi in raccordo con il coordinatore pedagogico della struttura.

Potranno usufruire del servizio i figli degli studenti e delle studentesse dell’Università di Cagliari – per i quali si sta valutando la possibilità, compatibilmente con le disponibilità di budget, di riservare dei posti a tariffe agevolate, sulla base dei requisiti di reddito e di merito – e i figli di tutto il personale dell’ateneo.

“È un’iniziativa che aiuta a non abbandonare gli studi”, ha detto Federico Sias, presidente del Consiglio degli studenti, “oggi siamo felici, speriamo che l’ateneo prosegua in questa direzione per sostenere gli iscritti e le iscritte”.

La progettazione e gli impianti sono stati seguiti dagli ingegneri Maria Chiara Degortes e Fernando Massa, della Direzione investimenti, manutenzione immobili e impianti. “Nella progettazione”, ha spiegato l’ingegner Degortes, “abbiamo tenuto conto prima di tutto del benessere dei bambini e di tutti gli aspetti previsti dalla normativa. Anche i materiali e i colori dei locali sono stati scelti appositamente”.

Mercoledì, 24 marzo 2021

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Fonte: Link Oristano

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