Maglietta rossa e pattino, ma per diventare bagnino devi studiare
Meteorologia, tecniche di soccorso, uso dei mezzi nei corsi FIN che rilasciano il brevetto

Immagine d’archivio

Figura affascinante e spesso invidiata – soprattutto al cinema e in qualche fortunata serie tv -, il bagnino è tra i protagonisti dell’estate nelle località balneari più note. Talvolta finisce sulle pagine di cronaca con l’appellativo di eroe, per aver salvato bagnanti in difficoltà. Sarà anche per questo che in tanti, soprattutto tra i giovani, vorrebbero indossare maglietta rossa e occhiali scuri e accomodarsi sul seggiolone da cui si domina tutta la spiaggia.

Ma fare il bagnino di salvataggio è una grande responsabilità e richiede conoscenze specifiche. “Oltre alle tecniche base di nuoto, il bagnino deve avere quante più competenze possibili sulla meteorologia e sugli strumenti utili per il salvataggio”, spiega Claudio Rosu, presidente dell’Associazione volontari sicurezza e salvaguardia marina di Orosei, che ha gestito per conto del Comune di Oristano il servizio di salvamento a Torre Grande.

“In Sardegna ogni provincia ha la sede federale della Federazione Italiana Nuoto, normalmente nelle piscine pubbliche dove c’è un assistente federale, al quale ci si può rivolgere per i corsi e ottenere il brevetto di bagnino. Se si è già esperti in acqua”, spiega Loru, “si farà solo formazione sul salvamento, con nozioni tecniche di rianimazione, di meteorologia e le varie prese per salvare le persone. L’assistente bagnino deve adattarsi a ogni situazione differente”.

“Il sistema è affidato ad associazioni che si occupano dei corsi per le competenze aggiuntive”, prosegue Claudio Rosu. “Per poter frequentare i corsi è richiesta un’età compresa tra i 16 e i 65 anni. Poi in pratica l’età media di chi vuole diventare bagnino è tra i 16 e i 19 anni e si deve attendere la maggiore età per l’inserimento lavorativo”.

“I servizi di salvataggio oggi sono molto superiori rispetto al passato, ma è sempre l’aspetto umano che fa la differenza, ed è importante che un bagnino conosca il territorio dove opera”, spiega Rosu, che con la sua associazione effettua dei sopralluoghi con droni per formare agli assistenti bagnanti. “Sulle coste dell’Oristanese, per esempio, a causa della conformazione piuttosto che il pattino, è preferibile utilizzare moto d’acqua o sup”. Qust’ultimo mezzo è stato inserito proprio di recente tra le dotazioni dei bagnini in provincia di Oristano, con l’ordinanza della Capitaneria.

Gli aspiranti bagnini, tuttavia, dovranno attendere il prossimo anno per riuscire a realizzare il proprio sogno: i corsi 2020 sono saltati a causa dell’emergenza coronavirus. “Nonostante l’assenza dei corsi, la situazione di quest’anno non dovrebbe far registrare una grossa carenza per la richiesta lavorativa”, avverte Rosu. “Ogni località registra tra il 50 e il 60% in meno di bagnanti e si dovrebbe riuscire a garantire il servizio di salvamento con le attuali forze in campo”.

Mercoledì, 8 luglio 2020

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Fonte: Link Oristano

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