Il cagliaritano Davide Cannata: "E' stata un'avventura stupenda, grazie fratelli miei della barca italiana"

AUCKLAND. Davide Cannata, il velista di Cagliari da cui l'avventura di "Luna Rossa" è partita, e unico sardo a bordo di Prada, ha affidato a Facebook il suo messaggio dopo la fine dell'avventura sul golfo di Auckland: "E' stata un'avventura stupenda, grazie fratelli miei della barca ita @lunarossachallenge, grazie fratelli miei".

Battuta, ma non sconfitta, la 'Luna’ di Patrizio Bertelli e Max Sirena, del doppio timoniere Bruni-Spithill, è entrata in qualche modo nella storia: innanzi tutto, perché è stata la prima barca a vincere la Prada Cup nuova di zecca, il trofeo che dà allo sfidante il diritto a giocarsi l'antica brocca; e poi, perché ha fatto segnare i primi punti di un equipaggio italiano in una finale di America’s Cup, impresa finora mai riuscita né allo stesso team targato Prada e neppure al Moro di Venezia. New Zealand, che in quanto 'defender' ha scelto il terreno più congeniale per mettere in palio la coppa, ma anche le barche e le regole, è stato il team che meritava la vittoria, dall'alto di una straordinaria competitività, ma anche di un mezzo assai performante e molto veloce.

I neozelandesi, dopo essere stati inchiodati regata dopo regata sul 3-3 dai 'lunatici’, hanno acquisito informazioni sempre più utili e probanti sul proprio AC75 e sono letteralmente decollati, sia con vento forte, sia con una brezza più leggera. Luna Rossa ha fatto quel che poteva contro dei veri e propri totem del match race: ha lottato, ha quasi sempre prevalso in partenza, ma non è riuscita a scrollarsi di dosso Peter Burling e compagni.

È stata una Luna prima aggressiva e poi sempre più nascosta dietro le nuvole del cielo di Auckland, infine calante, opacizzata dalla classe dei 'kiwi’ che, non a caso, sono al quarto successo. Gli 'All Blacks' della vela hanno calato il poker in meno di 26 anni: dopo i trionfi del 1995, a San Diego; nel 2000, ad Auckland (proprio contro Luna Rossa); nel 2017, a Bermuda, contro Oracle, hanno piegato nuovamente Luna Rossa. Ai quattro successi si sovrappongono tre finali perse: nessuno come loro.

«Grazie dell'opportunità, grazie ai ragazzi del team, è un'esperienza che mi porterò nel cuore per sempre - il commento a caldo di Max Sirena, lo skipper di Luna Rossa -. Mi dispiace, non è andata come avremmo voluto, ma è sport, dunque uno vince e uno perde. Ringrazio tutti gli italiani che ci hanno seguito e supportato».

Francesco Bruni, co-timoniere della Luna, ha rinnovato invece l'appuntamento con l'America’s Cup. «È stata davvero un'esperienza fantastica, complimenti a New Zealand per il lavoro eccezionale. Complimenti anche a noi: abbiamo dimostrato di potercela fare. Siamo stati un po’ sfortunati negli ultimi giorni, ma abbiamo svolto un ottimo lavoro. Questa non è una fine, Bertelli e Luna Rossa ci riproveranno».

Lo sfidante ufficiale della 37ª America's Cup è già formalmente designato (manca solo l'ufficialità): saranno gli inglesi di Ben Anslie e del magnate Jim Ratcliffe ('Mister Ineos') a interfacciarsi con i neozelandesi per scrivere le regole. Il Governo neozelandese vorrebbe confermare la disputa della coppa in casa, malgrado le avance di qualche sceicco. Ma, quel che conta, è che Luna Rossa ci sarà.

Fonte: La Nuova Sardegna

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