Bollette della luce troppo care, la Città Metropolitana di Cagliari taglia il servizio di assistenza educativa a tutti gli alunni disabili che frequentano le scuole superiori di Cagliari e degli altri sedici Comuni dell’hinterland. Una beffa atroce per gli stessi studenti e per le famiglie, che promettono già battaglia. I loro figli rischiano o di dover andare a casa prima, perdendo questa o quella lezione, o sperare che il docente che c’è nell’ora in cui manca l’educatore decida di sedersi nel banco del giovane o della giovane per seguirla e aiutarla. La comunicazione ufficiale è firmata da Alessandro Balletto, consigliere comunale e delegato alla Pubblica Istruzione della Città Metropolitana, e dal dirigente Bruno Orrù. “Quest’anno, nostro malgrado, come avrete notato, abbiamo dovuto disporre l’avvio del servizio dal primo di ottobre e la riduzione del monte orario assegnato ai singoli studenti. Non lo abbiamo fatto a cuor leggero, consapevoli dell’importanza e della delicatezza del nostro intervento, che nel corso di questi anni abbiamo cercato di garantire con sempre più elevati standard di efficienza ed efficacia”. Ma un conto è il passato, un altro il presente: “La drammatica situazione in cui versano gli enti locali, a causa fondamentalmente dei problemi indotti dagli straordinari aumenti dei costi dell’energia, non ci consente ulteriori adeguamenti. Per questo abbiamo dovuto operare una riduzione percentuale del monte ore di assistenza educativa assegnato a ciascuno studente, che abbiamo contenuto nell’ordine del 30%. L’amministrazione ha chiesto formalmente, più volte, il sostegno della Regione per adeguare ulteriormente lo stanziamento a proprio carico. Siamo consapevoli che la situazione è difficile per tutti. Per questo, in un frangente storico economico particolarmente delicato per tutta l’Europa, vi chiediamo collaborazione in questa fase finale dell’anno, mentre continuiamo a garantire la massima disponibilità dei nostri uffici per qualsiasi ulteriore informazione”. Dagli uffici della Città Metropolitana aggiungono che “la dotazione è di 2,4 milioni e i professori potranno seguire gli alunni quando non c’è l’educatore”. LE REAZIONI DELLE FAMIGLIE – Nessun obbligo, quindi, per i docenti. E i genitori sono furiosi. Alessandro Spiga, di Selargius, ha 45 anni. Il figlio ne ha 18, è disabile e frequenta la sezione selargina dello Scano-Bacaredda: “Gli insegnanti di sostegno restano, il taglio è sugli educatori. Da 12 a 7 ore, cinque ore in meno. Dovrò farlo uscire un’ora prima, ogni giorno, o non mandarlo a scuola il sabato. Manca la copertura completa”, spiega. “I docenti non so se possano prendersi cura di mio figlio, devono seguire gli altri alunni. Mi fa ridere e imbestialire allo stesso tempo che i disabili debbano pagare i problemi legati all’energia elettrica, non hanno dato i contributi per pagare più ore agli educatori. La politica prima promette posti nuovi e poi taglia le ore? E poi, chi paga, sono sempre i disabili. Perchè non tagliano gli stipendi ai direttori o ai vice delle scuole? I ricchi, così, andranno avanti, i tagli riguardano sempre i poveri e chi ha difficoltà”. Adriana Vacca ha 54 anni, la figlia 15enne è al Pertini ed è disabile: “Anche mia figlia avrà un taglio delle ore dell’educatore, quando non sarà presente si dovrà affidare alla presenza dell’unico docente in aula. Lei è tranquilla, ma se il professore non volesse starle accanto dovrò farla uscire una o due ore prima per non lasciarla allo sbando”, afferma. “Sono sicura che tutti i genitori dei disabili si rivolgeranno agli avvocati, per far frequentare l’anno scolastico. È una scelta vergognosa tagliare i servizi ai giovani disabili per le bollette della luce. Ogni volta che, per un motivo o per un altro, non ci sono soldi, vanno a tagliare sempre i servizi essenziali. Da mamma sono preoccupata per mia figlia, frequenterà meno e avrà meno compagnia e possibilità di aggregazione e socializzazione con i ragazzi della sua età”.

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