Tutta l’Italia, tranne la Sardegna, rischia la zona rossa. A Radio CASTEDDU, l’epidemiologo Giovanni Sotgiu: “L’immunità di gregge potrebbe essere raggiunta tra due anni”.“La situazione è positiva, c’è stato un calo dell’incidenza, si è arrivati a 29,5 casi per 100.000 nell’ultima settimana che ha permesso di passare in zona bianca, di poter avere meno limitazioni nella libertà personale. La situazione nazionale è stata descritta con una frase, è in netto peggioramento, in diverse regioni italiane si ha una situazione molto rischiosa, i casi sono in crescita.Purtroppo la Sardegna non è fuori dal mondo, viviamo in un epoca globalizzata, ragion per cui ciò che si è realizzato nelle altre regioni italiane si può realizzare anche in Sardegna. La settimana passata abbiamo avuto diversi casi di variante inglese, il problema a dicembre era solo ed unicamente nel Regno Unito e  rapidamente si è diffuso in tutto il mondo. Più del 50% dei casi italiani sono della variante inglese, si è passati dal 20% circa di qualche settimana fa a più del 50%.Il tutto sta a dimostrare come la situazione a livello nazionale sia in peggioramento. Posti come Brescia, per esempio, ha evidenziato 1300 casi di positività in una sola giornata, è chiaro che noi in questo momento siamo un’isola felice ma purtroppo l’epidemia rapidamente può essere colpita dalla diffusione di queste varianti e quindi si può modificare quello che è stato il trend positivo di queste ultime settimane.I test proposti da Solinas? È un intervento utile che deve essere associato ad altri interventi non solo quelli preventivi sui confini, ma l’intervento dovrà essere regionale, nel senso che deve essere attivata un’intensa campagna di sorveglianza epidemiologica in modo tale che situazioni come quelle di Bono, La Maddalena, San Teodoro, vengano immediatamente identificate e posti in essere tutti i controlli. Per poterne contenere la diffusione va eseguito il tracciamento dei contatti in maniera più intensivo rispetto a quanto successo fino a questo momento in diverse regioni italiane, perciò va attuato un comportamento di sorveglianza associato a una identificazione immediata di contatti stretti dei casi positivi per evitare la diffusione.Noi adesso abbiamo avuto libertà, maggiori possibilità dal punto di vista sociale, ma se si associa ad una riduzione delle misure di controllo, facilmente il problema tende ad esplodere e non solo con la variante inglese.  Quella inglese è presente nel nostro complesso regionale ma ci sono zone come Umbria e Lazio che hanno un incremento della variante sudafricana, che ugualmente determina problemi, ha una elevata contagiosità e la capacità di evadere gli interventi del sistema immunitario”.Risentite qui l’intervista a Giovanni Sotgiu del direttore Jacopo Norfo e di Paolo Rapeanuhttps://www.facebook.com/castedduonline/videos/434743004500021/e scaricate gratuitamente l’APP di RADIO CASTEDDUhttps://play.google.com/store/apps/details?id=com.newradio.radiocastedduonline

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