“Molti di noi ristoratori cagliaritani costretti a mettere ipoteche sulla casa e contrarre mutui solo per sperare di potere riaprire, peraltro con regole assurde, la Sardegna non merita tutto questo”.  A Radio CASTEDDU Cappadonna spiega: “Non c’è la possibilità assoluta di mettere i tavoli fuori e siamo in tanti a non poter usufruire degli spazi. Aspettiamo che il governo ci faccia riaprire e continuiamo a mangiare pane e cipolla. Non è questione di aprire fino alle 22 o alle 23 ma di far aprire in sicurezza perché siamo già attrezzati da 14 mesi. Insistono a penalizzarci perché ci hanno preso per gli untori del caso ma non è così.

Queste sono regole dittatoriali, la Sardegna è predestinata al turismo e se tolgono il lavoro estivo, in inverno e autunno cosa facciamo? Speriamo nel turista che ogni anno ci porta qualche soldino altrimenti non siamo in grado di vivere. Abbiamo speso per attrezzarci, per fare in modo di mettere in sicurezza i nostri clienti e noi stessi sanificando, distanziando e quant’altro ma il governo non lo capisce. Non sono in mezzo al popolo, noi invece siamo il pilastro dell’economia italiana”.

 

Risentite qui l’intervista a Salvatore Cappadonna del direttore Jacopo Norfo e di Paolo Rapeanu e scaricate gratuitamente l’APP di RADIO CASTEDDU https://play.google.com/store/apps/details?id=com.newradio.radiocastedduonline

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