I dati, nudi e crudi, sono paurosi: “Nel 2020, in tutta la Sardegna, ma prevalentemente a Cagliari e provincia, abbiamo dovuto far fare alle banche convenzionate settantaquattro pratiche per oltre due milioni di euro”. Le pratiche in questione riguardano gli aiuti per cercare di ripianare i debiti, tantissimi, contratti da chi si è trovato, nell’anno del Coronavirus, senza lavoro.Coppie rimaste a secco, tra loro ci sono lavoratori dipendenti come camerieri, postini, commessi e cuochi”, spiega Bruno Loviselli, vice presidente della Fondazione Antiusura Sardegna di Sant’Ignazio da Laconi, una delle braccia operative della Caritas. Si occupano di usura che, anche nel 2021 appena iniziato, significa soprattutto “addio lavoro e certezze per colpa del virus”. C’è chi ha programmato male l’utilizzo dei soldi messi da parte per eventuali emergenze e si è ritrovato a fronteggiare situazioni di indebitamento gigantesche: “Abbiamo raggiunto il picco massimo di segnalazioni, prevalentemente da Cagliari e dalla sua area metropolitana”.L’IDENTIKIT DELL’INDEBITATO – “Ci sono commessi di negozi e supermarket, postini, anche camerieri e cuochi”, afferma Loviselli. Alcune di queste categorie hanno subìto i colpi più duri della crisi legata al Covid. E non sempre è stato possibile aiutarli con le banche convenzionate: “Un dipendente pubblico cagliaritano si è indebitato per centomila euro, una cifra esorbitante, con parenti e amici. Non abbiamo potuto prendere in considerazione la sua pratica”, ammette il numero due della Fondazione. E c’è anche l’emergenza ludopatia: “Molti, nel 2020, hanno cercato nei gratta e vinci e online, di potersi rifare delle perdite. E hanno perso di più, ovviamente. Il Governo ha infatti bloccato i giochi in presenza, ma non quelli a distanza. Noi cerchiamo di fare il possibile per aiutare tutti, il nostro sportello di ascolto di via Corte d’Appello 44 è aperto a tutti. Ma l’anno che ci siamo lasciati alle spalle è stato orribile, i casi di chi ha perso il lavoro ed è stato costretto a indebitarsi sono aumentati a dismisura”.

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