Dovrà comparire davanti alla Corte D'Assise di Cagliari il 26 aprile

NUORO. E' stata rinviata a giudizio dal Gup di Lanusei la dottoressa di Tertenia (in Ogliastra) Alba Veronica Puddu, indagata per omicidio volontario, circonvenzione di incapace e truffa, per aver curato dei pazienti affetti da tumore con metodi alternativi, quali gli ultrasuoni. Cure che non avrebbero prodotto alcun effetto sui pazienti ma anzi in alcuni casi ne avrebbero provocato la morte.

Dovrà comparire davanti alla Corte D'Assise di Cagliari il 26 aprile.

Il Gup del tribunale di Lanusei Mariano Arca oggi ha accolto la richiesta formulata dal Pm Gualtiero Battisti. Accuse che sono state sempre respinte dalla professionista e dai suoi difensori, Michele Zuddas e Nicola Andrea Oggiano che hanno fatto leva sulla mancanza del nesso di causalità tra i decessi e le cure del medico.

Tre le vittime accertate all'inizio dell'inchiesta, ma l'accusa di omicidio volontario era rimasta in piedi solo per uno dei tre decessi: negli altri due casi , secondo il consulente del Pm, non ci sarebbe stato nessun nesso.

L'indagine era partita dopo un'inchiesta de "Le Iene" trasmessa il 19 novembre 2017 su Italia 1, in cui venivano segnalati casi di malati oncologici che avevano abbandonato le terapie tradizionali per quelle proposte da Alba Veronica Puddu, come ultrasuoni, radiofrequenze e rivitalizzazione del sangue, tipologie di trattamenti il cui ambito tipico di applicazione sarebbe quello della medicina diagnostica o estetica.

Nel 2018 la Procura di Lanusei aveva sequestrato nello studio della professionista a Tertenia parte della sua strumentazione medica, tra cui ecografi e apparecchiature ad ultrasuoni. Nel maggio 2018 il Gip Francesco Alterio aveva interdetto la donna dall'esercizio della professione medica. Ma prima ancora era stata sottoposta al procedimento disciplinare da parte dell'ordine dei medici di Nuoro. (ANSA).

Fonte: La Nuova Sardegna

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