Guarita dal Coronavirus dopo sette mesi tondi. Primo tampone positivo? “L’otto aprile”. Poi una sfilza, lunga, di altri test, tutti positivi. Sino al tampone di ieri: “Negativo. È stata la fine del più grande incubo della mia vita”. Maria Neve Marongiu, 49enne di Oristano, inizia il suo “calvario” contro il Coronavirus “agli inizi di aprile. Sono immunodepressa, ho l’artrite reumatoide. Ho preso un farmaco che mi ha azzerato le difese immunitarie. Ho avuto febbre anche a trentanove e quaranta. Il sette aprile sono finita al Policlinico di Monserrato, in Reumatologia. Lì mi hanno fatto il tampone: positiva, sono stata subito trasferta al Santissima Trinità”. E inizia l’incubo: “Ricoverata dall’otto aprile al sedici giugno”. Quel giorno di inizio estate, per la 49enne, ha il sapore della libertà. Che, però, dura poco: “Ritorno all’ospedale il 26 giugno perchè ho una ricaduta. Altro tampone, positivo. Alla fine saranno più di venti. Ho respirato l’ossigeno con il nasello, poi ho fatto le prime due sacche di plasma, oltre alla terapia. Il 19 settembre sono stata nuovamente dimessa”. Tutto finito? Manco per idea: “Nuovo ricovero il 20 ottobre, altre trasfusioni di sangue e altra terapia”. Le condizioni di salute, pian piano, migliorano, e ieri arriva la bellissima notizia: “Tampone negativo. Fine dell’incubo”.

Maria Neve Marongiu è tornata a casa stamattina: “Sono qui, finalmente libera. Sto bene, sto bene”, ripete al telefono la donna. “Ringrazio i medici, gli infermieri e tutto il personale del Santissima Trinità: sono stati gentilissimi e professionali, devo tutto a loro. È stata utile anche la cura del plasma iperimune di dottor De Donno. Ci ho sempre creduto. Donate, se potete”.

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