Il Comune di Cagliari, spalleggiato da Cacip, Autorità portuale, Confindustria e i tre principali sindacati italiani, torna alla carica per il vincolo, esistente sin dal 1967, che vede in una spiaggia che non c’è più, quella de La Plaja, il blocco naturale a qualunque progetto di sviluppo per il Porto Canale. La storia è già nota: il porto è bloccato da un vincolo paesaggistico del marzo del 1967, relativo alla “Dichiarazione di notevole interesse pubblico della spiaggia di La Plaja”. Vincolo ancora esistente, a differenza della spiaggia. E Truzzu, insieme a Massimo Deiana, Salvatore Mattana, Francesco Marini, Carmelo Farci e Beniamino Contu rinfresca, prima di tutto, la memoria al premier: “Il 25 settembre 2019 il sindaco della città Metropolitana di Cagliari Le inviò una lettera sulla situazione del Porto Canale di Cagliari, segnalando la grave criticità di un complesso industriale fondamentale per l’area cagliaritana e la Sardegna. Sul Porto Canale, infatti, insiste ancora un vincolo paesaggistico di cui al D.M 01/03/1967, avente come oggetto la ‘Dichiarazione di notevole interesse pubblico della spiaggia della Plaja’. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna ha più volte chiesto la riduzione del vincolo al di fuori delle dighe foranee delimitanti il porto. La costruzione del Porto Canale ha, infatti, modificato i luoghi e la preesistente spiaggia non esiste più. Ad oggi non sono ancora arrivate risposte, che comprendiamo non siano semplici data la complessità della situazione”.

“Cento milioni di euro di investimenti di competenza dell’Adsp Mare di Sardegna, sono fermi: risorse che trasformerebbero radicalmente il porto industriale sia con il nuovo attracco delle navi ro-ro sia con la cantieristica navale del Porto industriale, opere queste ultime immediatamente cantierabili e in corso di affidamento. Sarebbe opportuno anche accelerare anche l’azione del Governo per l’attuazione della Zes. Cagliari si affaccia sul Mediterraneo. Ha tutto per giocare un ruolo strategico, negli scambi commerciali, nel transhipment, nella logistica, nella agguerrita competizione turistica, nella cantieristica navale industriale e da diporto. Vogliamo fare di Cagliari il nuovo polo attrattivo per le società innovative che dispongono di risorse da investire nel Mediterraneo. Non vogliamo che la permanenza ingiustificata di tali vincoli vanifichi lo sviluppo di Cagliari Città Metropolitana e di tutta la Sardegna, sviluppo sul quale la classe dirigente sarda è d’accordo da tanto tempo. Le sentenze con cui il G.A in primo e secondo grado ha annullato le autorizzazioni paesaggistiche, per vizio di motivazione e non per vizi sostanziali, relative alla costruzione dell’intero compendio del Porto Canale hanno impedito di realizzare le opere previste nel Piano Regolatore Portuale approvato, perdendo, ad oggi, finanziamenti per circa 30 milioni di euro, con rischio di ulteriori perenzioni. Anche la riqualificazione del Porto Storico non può prescindere dal trasferimento dei traffici commerciali al Porto Canale, con le ovvie ricadute economiche che riguardano le imprese, i lavoratori portuali e l’indotto che ne deriva. L’Autorità di Sistema portuale, con parere dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Cagliari e dell’Ufficio legislativo del Mibact, ha provveduto a rieditare l’autorizzazione paesaggistica mediante Conferenza di Servizi conclusasi a fine maggio 2019”, ricordano tutti i firmatari. “Le chiediamo, questo è il significato della nostra lettera, di esercitare la Sua autorevole mediazione al fine di superare questa intollerabile situazione di impasse, disponendo la rimozione del vincolo, che costituirebbe un intervento a costo zero ma nel contempo una straordinaria boccata d’ossigeno per l’intera economia isolana”.

L'articolo La spiaggia fantasma e quei 120 milioni veri bloccati a Cagliari: “Conte tolga il vincolo” proviene da Casteddu On line.

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