A Monte Urpinu, nella zona del fortino C 198 di viale Europa, sepolti da erbacce e rifiuti, ci sono i resti di una reggia nuragica. C’è una cortina muraria lunga 22 metri e le basi di due torri che farebbero parte di un complesso più grande di quello di Barumini, con la torre centrale alta forse 30 metri, in grado, potenzialmente, di riscrivere la storia della città e anche della Sardegna nuragica. Il monumento sarebbe stato distrutto in gran parte dall’attività di cava andata avanti nella zona nei secoli e dalle successive costruzioni militari realizzate nel ‘700 e nel ‘900. La scoperta, se verrà confermata dalla Soprintendenza, è sensazionale. Ieri la notizia, riportata dal quotidiano l’Unione Sarda e subito si è acceso il dibattito.L’autore della scoperta è l’archeologo Nicola Dessì che ha presentato alla Soprintendenza ai Beni Culturali la segnalazione di un “probabile rinvenimento di età nuragica sulla sommità di Monte Urpinu”. “La cercavo da anni ne parla il grande archeologo Taramelli 26 citando Filippo Nissardi che lo vide a Monte Urpinu”, spiega Dessì, “lo cercavo nella parte meridionale dove c’erano indizi di frequentazione preistorica del sito. Due anni fa con un amico appassionato l’abbiamo notato, c’erano anche 2 frammenti di ceramica. E’ una struttura nuragica di sicuro. C’è il muro a sacco, i blocchi sovrapposti e la tecnica della lavorazione della pietra tipicamente  nuragica”.“Si tratta di un monumento straordinario in un sito eccezionale”, spiega Giovanni Ugas, docente di Preistoria e Protostoria presso l’Università degli Studi di Cagliari e già archeologo nella Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano e allievo del grande Giovanni Lilliu, , “per il panorama visivo che non ha confronti in tutta la Sardegna. La posizione garantisce il controllo delle vie mare, sul golfo di Cagliari e la piana del Campidano. La visuale formidabile porta a pensare al ruolo importantissimo dell’edificio, anche considerando la grandezza. Si tratta di un nuovo capitolo dell’organizzazione territoriale nuragica.  I dubbi? Che sia un nuraghe è evidente”, aggiunge Ugas, “non lo vede chi non vuole vederlo o chi non ha i mezzi per farlo. Ci sono i blocchi, la massa mediana e c’è l’attacco di due torri e ci sono frammenti di ceramiche nuragiche e questo è già una fortuna. Certo i sono dei restauri in età recente. Servirebbe capire cosa hanno tagliato le cave. Ma c’è una cortina di 22 metri, per capire: quelle di Barumini misurano tra i 10 e 15 metri. Ora servono scavi, e ci vorrà del tempo. Ma è un sito incredibilmente bello, il più bel panorama della Sardegna”.C’è l’ipotesi che una struttura di queste dimensione potesse avere al proprio interno anche una torre centrale alta 30 metri.Ora la palla passa alla Soprintendenza dove c’è molta cautela. “E’ arrivata una segnalazione, ma senza fotografie. E’ presto per un pronunciamento. Ci stiamo attivando per organizzare il sopralluogo”, spiega Giovanna Pietra, della Soprintendenza ai Beni archeologici.

In caso di conferma il Comune dovrebbe avviare la pulizia dell’area. “Nella zona  di Monte Urpinu gli esperti hanno riconosciuto una parte di un nuraghe”, ha dichiarato Enrica Anedda, consigliera comunale Fdi e presidentessa della commissione Cultura, “è indispensabile ripulire e poi fare gli scavi. Come consigliere metterò il mio impegno”.

L'articolo La scoperta sensazionale a Cagliari: “Una reggia nuragica a Monte Urpinu” proviene da Casteddu On line.

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