La Sardegna resta zona arancione, il TAR respinge il ricorso della Regione
Secondo i giudici amministrativi, la classificazione decisa a Roma era correttamente fondata sui dati

Ricorso respinto, la Sardegna resterà zona arancione sicuramente fino al 7 febbraio, cioè fino alla nuova classificazione secondo i dati sul contagio. Il TAR Sardegna ha respinto il ricorso urgente della Regione contro l’ordinanza del ministro della Salute. Non ci sono i presupposti per sospendere l’ordinanza del ministro, ha scritto il presidente del TAR, Dante D’Alessio, perché “nella comparazione degli interessi coinvolti deve ritenersi prevalente, come ha sostenuto l’Avvocatura dello Stato, la tutela del diritto alla salute”.

Secondo i giudici amministrativi, in Sardegna “nel periodo di rilevazione erano risultati peggiorati quattro indicatori importanti: la percentuale di occupazione dei posti letto nelle terapie intensive, l’incidenza dei casi attivi ogni 100.000 abitanti, l’andamento dei focolai, la completezza e la velocità di trasmissione dei dati”.

Questi criteri, si sottolinea nel provvedimento del TAR, “risulta siano stati applicati anche nei confronti delle altre Regioni che hanno ottenuto una riclassificazione migliorativa (pur avendo nell’ultimo report dati peggiori rispetto alla Sardegna, ma con una classificazione migliore considerate le due settimane di rilevazione)”. Solo nei confronti della Regione Lombardia, “risulta sia stata effettuata una variazione anticipata perché è stata dimostrata l’erroneità dei dati che erano stati precedentemente trasmessi dalla stessa Regione Lombardia e che avevano determinato la precedente classificazione in zona rossa”.

Insomma, non c’è stata una valutazione arbitraria a Roma ai danni della Sardegna. Per il ritorno alla zona gialla, il TAR rircorda che la norma “prevede una possibile riclassificazione migliorativa quando i parametri risultino positivi in due report consecutivi (e quindi dopo due settimane), con la conseguenza che la Sardegna potrà beneficiare dell’accertato miglioramento dei suoi dati (se confermati nel report successivo), con il passaggio alla inferiore zona gialla, già nella prossima determinazione del Ministero”.

Tra le prime reazioni alla decisione del TAR quella del presidente della Regione: “Rispetto la sentenza del Tar, come ogni altro pronunciamento della Magistratura, ma sono certo che le ragioni della Sardegna fossero prevalenti sulle argomentazioni puramente tecnicistiche e farisaiche avanzate dal Ministero”, ha detto Christian Solinas. “Abbiamo condotto una battaglia difficile, ma sono orgoglioso di avere difeso gli interessi legittimi della Sardegna, che faremo emergere anche nella discussione di merito”.

“Ricordo ancora una volta che dietro i colori assegnati da certi moderni ‘Dottori della Legge’, ci sono i volti delle persone sofferenti, le attività economiche e produttive in crisi che hanno faticato in questi mesi per restare in vita e assicurare un futuro ai propri titolari e dipendenti”, ha aggiunto il presidente della Regione. “Il ministro era stato sordo alle nostre ragioni, e non ci era stato consentito di esprimere i nostri elementi di valutazione, che certo avrebbero consentito di pervenire a conclusioni differenti. Questa sentenza”, conclude Solinas, “conferma purtroppo una decisione arbitraria di uno Stato ostile alla Sardegna”.

Martedì, 2 febbraio 2021

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Fonte: Link Oristano

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