La Regione cambia le regole, rischio di tagli all’Istituto Santa Maria Bambina

La Regione cambiale regole, rischio di tagli all’Istituto Santa Maria Bambina
In pericolo un terzo degli addetti impiegati nella struttura sanitaria del Rimedio

E’ nuovamente in pericolo l’Istituto Santa Maria Bambina di Oristano. Dopo il taglio di 14 posti letto destinati ai pazienti con gravi lesioni cerebrali, e presi in carico dal San Martino, quattro anni fa, ora la struttura, importante punto di riferimento regionale e nazionale nel campo della riabilitazione delle gravi patologie, rischia nuovamente un pesante ridimensionamento, tanto che il Psd’Az provinciale chiede l’immediato intervento del presidente della giunta regionale Christian Solinas.

A decretare la riduzione o addirittura la cancellazione di gran parte dei suoi servizi, ora sono due distinte delibere con cui la giunta regionale nello scorso mese di febbraio, ha ridefinito la tipologia delle strutture abilitate ad assicurare nell’isola gli interventi di riabilitazione, la tipologia delle prestazioni da erogare e le relative condizioni di accreditamento. Ma le due delibere, che recepiscono un DPCM del 2017 con cui sono stati aggiornati i LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, l’unicità rappresentata dalla struttura del Rimedio non è affatto riconosciuta.  L’Istituto, infatti, non può essere catalogata in nessuna delle cinque tipologie di presidi impegnati nel campo della riabilitazione, indicati e descritti nei documenti approvati dalla giunta, su proposta dell’Assessore Mario Nieddu.

Il Santa Maria Bambina, controllata da una onlus che fa capo alla Curia di Oristano, opera nella sede del Rimedio dal 2003. Si è da sempre caratterizzata per un’attività di riabilitazione residenziale e intensiva a ciclo continuo ad elevato livello assistenziale , destinata in particolare a pazienti che hanno subito lesioni cerebrali, ai quali oggi sono dedicati 35 posti letto. Mentre altri 15 posti letto sono dedicati a interventi di riabilitazione anche estensiva, sempre a ciclo continuo, per pazienti con disabilità fisiche.

Tomas Dore

Attualmente, nell’ambito di un progetto sperimentale varato l’anno scorso d’intesa con la Regione, il Santa Maria Bambina ha destinato altri 10 posti letto ad altrettanti pazienti in stato vegetativo. Si tratta di interventi in gran parte ad alto contenuto sanitario, oltre che assistenziale, non previsti dalle delibere di giunta che prevedono, oltre che diversi contenuti, anche una retta giornaliera ridotta di almeno il 40 per cento e che riducono i tempi massimi di degenza  da 120 a 45 giorni.

Da qui il rischio della soppressione dei servizi.

“Una perdita che determinerebbe anche il taglio di almeno il 30 per cento del personale attualmente impiegato nella struttura, oltre 130 operatori tra dipendenti e specialisti convenzionati”, come spiega il direttore sanitario della struttura Tomas Dore. 

Da aggiungere che si rischia di disperdere il patrimonio di esperienza accumulato in questi anni, e vanificare anche gli investimenti che hanno richiesto le  dotato le moderne dotazioni tecnologiche attualmente in uso.

Del problema si occuperà la settimana prossima la Commissione sanità del Consiglio regionale, che ha convocato in audizione i rappresentanti del Santa Maria Bambina, insieme a una rappresentanza delle altre strutture impegnate in Sardegna nel campo della riabilitazione. Circa 80 presidi che pesano sul bilancio regionale per circa 52 milioni di euro.

Andrea Zucca

A Oristano il caso è stato rilanciato dal segretario provinciale del Psd’az, Andrea Zucca che chiede al presidente della giunta regionale Christian Solinas l’annullamento delle delibere varate dalla giunta regionale è che, in una nota ricorda:  “La struttura è di fondamentale importanza non solo per il territorio dell’Oristanese ma per tutto il territorio regionale per la riabilitazione dei pazienti che hanno subito gravi danni a livello motorio in seguito ad incidenti, traumi, danni cerebrali e di deambulazione dovuti ad ictus e/o affetti da altre gravi patologie, ed è riconosciuto centro di eccellenza anche in ambito extraregionale.  Con l’annullamento definitivo delle citate delibere non si metterebbe più in discussione  la rilevanza  di un centro di tale importanza per i pazienti e tutti i loro familiari, che dà nuova vita, assistenza e speranza agli stessi, oltre a garantire tanti posti di lavoro”.

Da Zucca arriva anche un’esortazione perchè la sua richiesta sia appoggiata anche da tutte le forze politiche dell’oristanese e della regione.

Domenica, 10 maggio 2020

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Fonte: Link Oristano

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