Il lavoro “da amministrativo contabile nel Comune di San Giovanni Suergiu”, è l’obbiettivo di Monica Mancosu, 38enne di Samassi. Laurea in Economia, tanta esperienza lavorativa pregressa, la giovane si trova beffata perchè, essendo disoccupata da un anno, spiega di non poter sostenere la spesa per i tamponi anti Covid, obbligatori, in vista della pre-selezione prevista per il prossimo tre marzo. “A novembre avevano sospeso tutto, poi l’ex Governo Conte ha consentito la ripresa delle prove concorsuali ma nessuno parla dell’obbligo di sottoporsi al tampone nelle 48 ore precedenti le prove. A parte quella orale, tutte le altre vanno fatte in presenza”, spiega la Mancosu.“E io sarò fuori dai giochi. Un solo tampone costa non meno di quaranta euro. Sono disoccupata da un anno e non posso permettermi di spendere queste cifre, contando anche che dovrei farne più di uno. Deve pagarli chi governa l’Italia, visto che è stato lo stesso Governo a dare queste disposizioni e questi protocolli da seguire. Mi trovo nella condizione di dover rinunciare alla partecipazione, perdendo sia i soldi della tassa di iscrizione e anche la speranza di un futuro migliore: è un’ingiustizia”.

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