La metropolitana leggera rischia di fermarsi a Cagliari e di non raggiungere città quali, per esempio, Quartu, Quartucciu e Selargius, arrivando a coprire solo, allo stato attuale, Monserrato. Nella terza città della Sardegna era stata pensata prima in viale Marconi, poi ipotizzata al Poetto “perchè nel lungomare c’è lo spazio”, ma il progetto rischia di andare a deragliare perchè, una volta usciti dai confini del capoluogo sardo, non c’è nessun accordo sul tracciato. E la data del 31 dicembre 2021 è quella segnata in rosso sul calendario delle amministrazioni coinvolte dal progetto di Regione e Arst: senza un’intesa entro quella data la cassaforte dovrebbe svuotarsi in automatico. Lo fa capire benissimo, lanciando un allarme grande quanto uno qualunque dei treni della metro, il sindaco Graziano Milia, intervenendo in Aula dopo la presentazione del piano strategico della Città Metropolitana. La metro, ovviamente, c’è. I soldi pure, ma ancora per poco: “La Regione e l’Arst sono sul punto di restituire 129 milioni di euro, se ciò accadesse sarebbe un disastro. Voglio vedere, poi, andare a concorrere per i finanziamenti del Pnrr mentre, contemporaneamente, restituiamo tutti questi soldi”, dice Milia. Ogni Comune ha le sue ricette, le sue preferenze e, soprattutto, i suoi “no” assoluti legati al tracciato dei binari: “In un Comune c’è un problema di una curva, in un altro il rischio è che un pezzo di società si senta sminuito, con i loro investimenti futuri che potrebbero risentirne. Ma dove passa la metro è evidente che c’è uno sviluppo”, osserva il sindaco di Quartu, “proprio come quando si progettarono i punti nei quali costruire le strade”. Milia lo dice in modo chiaro e netto: “Cagliari governa se stessa e ha creato le condizioni per avere il tracciato della metropolitana, poi non riusciamo a creare una condivisione tra i Comuni”. E Milia, seppur senza calcare la mano, boccia il ruolo in generale delle Città Metropolitane: “Pensate a quella di Roma, sui rifiuti abbiamo l’esempio più evidente. O a quella di Milano, dove per i tracciati della metro ci sono le stesse difficoltà”.

 

 

I tempi sembrano essere molto stretti, la data del 31 dicembre 2021 può essere la “dead line”. O le amministrazioni comunali trovano un accordo – e, in questo caso, spicca, anche se nessuno oggi l’ha detto a microfoni aperti, il caso di Quartucciu, col sindaco Pietro Pisu che a giugno aveva detto no alle modifiche proposte dalla Regione, “vogliono farla passare sopra proprietà private e l’impatto ambientale è notevole. No al treno, sì a un collegamento veloce con Policlinico e aeroporto”, mentre invece Selargius aveva detto sì l’anno scorso con tanto di voto passato in Consiglio comunale – oppure i soldi rischiano di scomparire. Del progetto della metro ne ha parlato, prima di Milia, il delegato alla Pianificazione della Città Metropolitana di Cagliari, il consigliere dei Riformatori Umberto Ticca. E, dopo aver ascoltato il lungo discorso del sindaco di Quartu, commenta così: “Stiamo dialogando con Arst e con tutti i Comuni coinvolti, si siedano attorno ad un tavolo e decidano il percorso definitivo. I soldi ci sono ancora, non è però detto che ci siano i tempi”, conferma Ticca: “Bisogna che si trovi una quadratura in tempi brevi, come Città Metropolitana di Cagliari noi ci siamo e saremo presenti anche ai prossimi incontri”. Che significa: noi come Città Metropolitana stiamo facendo tutto ciò che possiamo fare. Se poi la metro dovesse saltare, le colpe non saranno di certo nostre.

L'articolo La metro rischia di fermarsi a Cagliari, beffa dietro l’angolo: “La Regione sta per restituire 129 milioni” proviene da Casteddu On line.

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