La Geco scrive alla Procura: “Nelle indagini coinvolgere tutte le parti in causa”

La Geco scrive alla Procura: “Nelle indagini coinvolgere tutte le parti in causa”
Polemica nota della società dopo gli interrogatori sul contestato impianto di lavorazione dei fanghi di Magomadas. Accuse anche al Comune

La società GECO, che gestisce il contestato impianto di fanghi da depurazione a Magomadas, questa mattina ha inviato una lettera formale alla Procura della Repubblica di Oristano per chiedere conto degli interrogatori che il personale della Forestale sta effettuando negli uffici del Comune di Magomadas. In verità la società dice di aver chiesto “riscontro su alcuni incontri che si starebbero svolgendo tra l’Ispettore della Forestale Grussu, su incarico della Procura, e i cittadini che lo desiderano per ascoltare i loro pareri personali sull’azienda GECO”.

“Il management di GECO”, si legge in una nota diffusa dalla società, “ha appreso queste notizie da messaggi inviati ai consiglieri da Emanuele Cauli – Sindaco di Magomadas – e da alcuni post pubblicati su Facebook, secondo i quali l’Amministrazione locale ha destinato una stanza del Comune per tali incontri”.

Nella lettera partita oggi l’azienda chiede “la possibilità alla Procura di Oristano di verificare la veridicità dei messaggi pervenuti via WhatsApp e, nel caso di conferma, di capire l’opportunità di un’iniziativa di tal genere”.

“Siamo anzitutto sorpresi di venire a conoscenza di una tale azione riguardante direttamente la nostra azienda attraverso WhatsApp e Facebook e riteniamo quanto mai anomala questa modalità di audizione di cittadini privati, una sorta di “Ufficio Reclami” organizzato direttamente nei locali del Comune di Magomadas”, ha detto Bonifacio Angius, socio di GECO srl. “Siamo convinti che le indagini debbano essere portate avanti, ma che le stesse debbano coinvolgere tutte le parti in causa, quindi anche la nostra azienda. Ribadiamo la nostra assoluta disponibilità a confronti e dibattiti, oggi come nei mesi scorsi. L’azienda è solida, l’impianto rispetta tutte le regole e le normative vigenti come stabilito dalle Autorità competenti più volte”.

“L’impianto per il trattamento dei fanghi di depurazione di Magomadas può continuare ad operare”, così ad aprile la Provincia di Oristano aveva chiuso la conferenza di servizi tenutasi a febbraio, dichiarando che non vi erano ragioni per annullare in sede di autotutela le autorizzazioni precedentemente concesse alla società GECO e respingendo tutte le presunte violazioni normative mosse dal Comitato civico locale e da diversi altri soggetti che avevano chiesto lo stop dell’impianto.

“Nonostante il parere positivo all’impianto, Emanuele Cauli e la giunta”, contesta ora la società, “hanno dato incarico a uno studio legale cagliaritano, per una cifra considerevole di quasi 12 mila euro, di impugnare la determina dell’ente davanti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri”.

Martedì, 9 giugno 2020

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Fonte: Link Oristano

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