La pietra con fallo di S’Urachi trasferita nel giardino del museo di San Vero Milis
Dopo la segnalazione di Alfonso Canfora e Andrea Mulas

Foto di Andrea Mulas

È stata trasferita nel giardino del museo di San Vero Milis la stele con un simbolo fallico, segnalata nel sito di S’Urachi da Andrea Mulas, maratoneta oristanese che gareggia in abito sardo, e dall’artista Alfonso Canfora, noti entrambi perché impegnati in diverse iniziative di promozione del territorio. I due avevano denunciato – coinvolgendo anche la sovrintendenza – l’abbandono della pietra nelle scorse settimane, sollevando feroci polemiche.

“Si tratta di una precauzione”, ha fatto sapere il sindaco, Luigi Tedeschi, “considerato il gran numero di persone che nelle ultime settimane ha visitato il sito alla ricerca della pietra, col rischio di arrecare danno al compendio archeologico già oggetto di importanti campagne di scavo e di un articolato programma di ricerca e valorizzazione”.

“La pietra con fallo che abbiamo trovato nel sito di S’Urachi ha una datazione precisa”, insistono i due appassionati di storia della Sardegna, rispondendo alle critiche e alle accuse di incompetenza che gli erano state mosse, “è di epoca romana. E i nostri dubbi erano fondati, nonostante siamo stati derisi”.

“Abbiamo contattato il direttore della rivista Sardegna Antica, Giacobbe Manca, ed è pronto a farci una relazione che certifichi la datazione di epoca romana. Lui sostiene anche che potrebbe mancare un pezzo”, commentano Canfora e Mulas, che mal hanno digerito gli sbarleffi: “Ho esperienza di forme e materiali, quella non è una bugna”, commenta l’artista e geometra, che fa nome e cognome di altre persone pronte a supportare le loro tesi: “Luana Spadano della rivista Giallo Antico ci ha promesso un supporto gratuito, così come una studiosa sarda trasferita in America, si chiama Marianna Ausilia Fadda”.

“Abbiamo semplicemente posto dei quesiti e la pietra ha una datazione, non è stata fatta ieri”, continuano Mulas e Canfora che rilanciano sulla valorizzazione dei beni identitari della Sardegna e non solo di mare e spiagge: “Il nostro patrimonio dovrebbe avere un minimo di cura in più, in modo da poter far lavorare i nostri ragazzi. Noi ragioniamo in grande per il loro bene”.

“Tutto il territorio ne gioverebbe”, continuano, mostrando la riproduzione della pietra con fallo realizzata con lo scanner 3D: “Si potrebbero fare gadget che i turisti comprerebbero”.

Uno di questi è già stato donato al Comune di San Vero: “Siamo pronti a dargli anche il sito www.nuraghesurachi.com, del quale abbiamo comprato il dominio”, spiegano, annunciando di aver acquistato di tasca loro alcuni cartelloni pubblicitari che annunceranno la presenza della loro scoperta nel museo del paese: “Siamo intenzionati anche a fare delle saponette”.

Ma non è finita. Canfora e Mulas avvertono che è stata fatta una nuova scoperta: “Nel parcheggio dell’area archeologica di Santa Cristina c’è un’altra grossa pietra a forma fallica”.

La pietra trasferita nel giardino del museo di San Vero Milis

Fonte: Link Oristano

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