Basta sequestri ingiustificati. Il movimento dei canapicoltori sardi, che racchiude coltivatori e addetti al settore, il 10 novembre organizza un sit-in presso il palazzo del consiglio regionale sardo, per chiedere un incontro con i rappresentati politici e “disinnescare la paradossale situazione venutasi a creare nel nostro territorio, con relativa escalation di sequestri e problemi di ordine sociale”.

“Da tempo si attendeva una riposta chiara e univoca da parte delle istituzioni e dalla politica, che permettesse ad agricoltori e imprenditori di investire e programmare in maniera imperturbabile”, dichiarano, “visto lo slancio dichiarato con la legge 242 del 2 Dicembre 2016 “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” si avevano aspettative diverse”.

Gli agricoltori ammettono “che all’interno del settore, si annidano situazione di illecito, delinquenza, frode, becera speculazione”. Ma “il problema oggi ritorna più grave che mai, nessuno di noi può sapere quante denunce, processi, sequestri e persecuzioni sono necessarie per destare i nostri politici (rappresentanti delle istituzioni) e convincerli del fatto che in Sardegna abbiamo un grave problema da risolvere, ma anche le procure (rappresentanti della legge e della giustizia) che dispensano perquisizioni e procedimenti penali, incuranti dello stress emotivo ed economico a cui sottopongono decine di persone oneste. Tanto zelo nel perseguitare chi, senza obbligo alcuno ha deciso di auto-segnalarsi, gettando gravi macchie nelle loro fedina penale e nella loro tranquillità.

La motivazione data è semplicistica e per loro banale, una pianta lecitamente coltivata, una volta tagliata diventa uno stupefacente. Meritevole di essere perseguita con gli strumenti previsti dal testo unico che disciplina la materia degli stupefacenti e sostanze psicotrope.

Inoltre, il presupposto base di qualsiasi filiera è quello di valorizzare ogni segmento, parte, prodotto e sottoprodotto di pianta, chiediamo quindi che venga tenuto ben a mente quando i tecnici, politici, forze dell’ordine incaricati si siederanno al tavolo per decidere come valorizzare la filiera della canapa.

Gli agricoltori chiedono che si costituisca immediatamente un tavolo di concertazione tra Regione, Procure e rappresentati dei coltivatori, “per disinnescare immediatamente l’escalation alla quale stiamo assistendo, attività di controllo obbligatorie e urgenti, con strumenti Regionali, per bloccare eventuali infiltrazioni criminali nel settore e garantire maggior tutela ai produttori, approvazione di una legge di settore, dettagliati disciplinari di produzione per l’ottenimento di marchi regionali di qualità, ricerca e sviluppo per il conseguimento di vantaggi competitivi, stimolare e facilitare l’aggregazione delle imprese, creare un evento fieristico, nella quale promuovere le produzioni Regionali e avere una posizione di eccellenza nel mercato Europeo.

Decine di imprenditori oggi, si trovano a brancolare tra spese sostenute, rischi penali e un mercato nuovo e poco conosciuto, chiediamo che la Regione e tutte le istituzioni ci diano supporto. Noi siamo agricoltori, pastori, cerealicoltori, orticoltori, rivenditori, addetti ai lavori e anche potenziali disoccupati e pregiudicati”.

L'articolo L’urlo dei coltivatori di canapa sardi: “Basta persecuzioni, non siamo delinquenti” proviene da Casteddu On line.

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