L’Unione dei Comuni del Sinis contro lo spostamento dei Giganti: “Non dividete le statue”
I sindaci del territorio lanciano un appello al Ministero dei Beni culturali e al presidente della Regione

I Giganti che dovranno essere restaurati

I sindaci dell’Unione dei Comuni Costa del Sinis – Terra dei Giganti chiedono al Ministero dei Beni culturali e al presidente della Regione Christian Solinas il massimo impegno affinché siano rispettati gli accordi stipulati per la valorizzazione del complesso scultoreo di Mont’e Prama e dell’area archeologica del Sinis. Respingono inoltre con forza la dispersione delle statue dei Giganti tra Cagliari e Cabras e individuano come unica via di valorizzazione culturale e scientifica del complesso scultoreo l’esposizione complessiva dei reperti nel territorio del rinvenimento, così come sostengono anche i professionisti ricercatori e l’interno mondo della cultura.

“L’interesse alla costituzione di un parco archeologico del Sinis e del relativo piano strategico di sviluppo turistico dei beni e dei luoghi della cultura non può evidentemente essere limitato al solo Comune di Cabras, ma raccoglie l’adesione dei comuni limitrofi dell’Oristanese e in particolare quella di Riola Sardo, Baratili San Pietro e San Vero Milis”, hanno dichiarato i sindaci Alberto Pippia, Luigi Tedeschi e il commissario Remo Ortu.

Alberto Pippia

“Le sculture di Mont’e Prama”, ha aggiunto il primo cittadino di Baratili San Pietro, Alberto Pippia, “rappresentano una testimonianza unica per l’interesse culturale e turistico del circuito dei beni culturali di Cabras, dei Comuni dell’Oristanese e della Sardegna. Ecco perché abbiamo la responsabilità di pretendere il rispetto del contesto archeologico e del territorio di appartenenza, sostenendo soluzioni espositive rispondenti all’effettivo valore che le sculture attestano nel loro insieme, che è inseparabile”.

Luigi Tedeschi

L’Unione dei Comuni Terra dei Giganti – Costa del Sinis e il Comune di Oristano hanno individuato nella valorizzazione del sito di Mont’e Prama e nel sistema territoriale e culturale un volano fondamentale del proprio sviluppo turistico ed economico che sta alla base del processo condiviso di Programmazione territoriale finanziato dalla Regione Sardegna e i cui progetti sono in corso di implementazione.

“Le richieste della Soprintendenza”, ha evidenziato il sindaco di San Vero Milis, Luigi Tedeschi, “certificano il progetto di smembramento del complesso scultoreo di Mont’e Prama nei Musei di Cagliari e Cabras, che assume una valenza ancora più grave considerato il momento storico della pandemia e della gravissima crisi finanziaria che ha colpito troppo duramente il settore museale e quello turistico. L’operazione risulta evidentemente slegata e contraria ai legittimi interessi delle comunità locali del territorio”.

Andrea Abis, sindaco di Cabras

“La presenza del complesso dei reperti archeologici di Mont’e Prama”, ha aggiunto il commissario di Riola Sardo, Remo Ortu, “rappresenta un fattore irrinunciabile per lo sviluppo economico territoriale dei Comuni dell’Unione e degli altri Comuni confinanti, fondato sulla valorizzazione di itinerari di tipo culturale e turistico, a beneficio diretto del tessuto imprenditoriale della ricettività, dei prodotti agricoli e della pesca, della ristorazione, dell’artigianato”.

“Il lavoro che stiamo tenacemente portando avanti ha un valore imprescindibile”, ha concluso il presidente dell’Unione dei Comuni, Andrea Abis, “perché vuole rendere onore alla forza identitaria dei sardi e alla spinta di identificazione dei territori della Sardegna, che non possono subire lo scempio di vedere spezzata l’unitarietà dei propri monumenti in nome di motivazioni quantomeno incomprensibili e destituite di fondamento scientifico, tecnico e culturale”.

Martedì, 9 febbraio 2021

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Fonte: Link Oristano

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