L’indice Rt nazionale scende a 0,92, l’incidenza a 185. Sette giorni fa era a 0.98. Contagi in calo, quindi, ed è un’ottima notizia, a livello generale. Giù anche il valore dell’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti: si passa dai 232 certificati venerdì scorso agli attuali 185. Varie regioni potrebbero passare da rosse a arancioni. Ma la Sardegna, invece, rischia di finire in zona rossa: già da ieri, infatti, si prevede che l’indice Rt regionale di sette giorni fa di 1,18 sia aumentato, superando la soglia di 1,25 che fa scattare in automatico la zona rossa.Se ne saprà di più solo nel pomeriggio: se l’anticipazione sarà confermata, la Sardegna andrà in lockdown per due settimane. Che vuol dire niente spostamenti ingiustificati all’interno e fuori dal proprio comune, nemmeno per quelle visite a parenti e congiunti consentite invece negli tre giorni pasquali. Ci si può spostare nel proprio Comune solo con autocertificazione per fare la spesa o per motivi di lavoro salute e di urgenza. Confermato il permesso di andare e soggiornare nelle seconde case. Chiuderebbero tutti i parrucchieri e i centri estetici, i negozi di abbigliamento e tutti quelli considerati non essenziali. Oltre ovviamente alla chiusura confermata di bar, ristoranti, palestre e piscine.

Possono aprire, le attività commerciali legate alla vendita di alimentari, che si tratti di negozi di vicinato o di piccoli, medi e grandi centri commerciali (quindi anche i mercati, purché “diretti alla vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici”). Nei centri commerciali, duranti i giorni festivi e prefestivi, restano aperti soltanto i negozi di alimentari, farmacie e parafarmacie, edicole e tabaccai. Confermato, ovviamente, il coprifuoco alle 22.

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