L’Italia, quasi tutta, va verso la riapertura. Sono solo tre le regioni ancora in zona rossa (tutte le altre sono arancioni) e, con un Rt nazionale sceso a 0,85, il Governo Draghi ha fissato per il prossimo 26 aprile la data delle ripartenze. Nelle regioni gialle (la colorazione ritorna con una settimana d’anticipo rispetto alla decisione di un mese fa), infatti, fino alla conclusione dell’anno scolastico (incluso nelle zone arancioni), la didattica sarà in presenza tutte le scuole di ogni ordine e grado. Sempre dal 26 in zona gialla riaprono ristoranti a pranzo e a cena solo con tavoli all’aperto, musei, teatri, cinema e spettacoli, sempre in spazi aperti e con limiti per la capienza. Allentamenti che, però, non riguarderanno la Sardegna. Almeno, non da subito. L’Isola si trova in zona rossa, e così sarà sino alla Liberazione, il 25 aprile prossimo. Poi, però, come è stato spiegato anche dall’assessorato regionale della Sanità, interpellato da Casteddu Online, lo scenario più roseo sarà quello della zona arancione.

 

Niente doppio salto da rosso a giallo, sempre che l’Rt scenda sotto 1,25. Insomma, la settimana che porta a Sant’Efisio (con una sagra blindata per il secondo anno consecutivo, il prossimo primo maggio) potrebbe vedere la riapertura dei negozi di abbigliamento e la possibilità di uscire di casa senza doversi portare dietro l’autocertificazione. Ma per un piatto di spaghetti o un fritto misto da mangiare in ristorante, invece, bisognerà ancora attendere. Sperando che i contagi continuino a calare: nel monitoraggio di ieri dell’Iss c’è stato un timido calo, con l’Isola passata da 1792 a 1635 casi in sette giorni.

L'articolo L’Italia riapre, la Sardegna deve aspettare: con l’Rt a 1,38 la zona gialla è lontana proviene da Casteddu On line.

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