Oristano

Svolgono il servizio nelle sedi dei Carabinieri e all’Ispettorato del lavoro

“Senza stipendio da tre mesi. Noi continuiamo ad andare a lavoro ma se entro il 1° dicembre non riceviamo i soldi che ci spettano, smetteremo di lavorare e faremo un sit-in di protesta davanti alla Prefettura”.

Simonetta Abis è una delle dodici dipendenti dell’impresa di pulizie che ha vinto la gara per le sedi del Comando provinciale, delle Compagnie di Oristano, Ghialarza e Mogoro e delle stazioni dei carabinieri oltre che per gli uffici dell’Ispettorato del lavoro: da agosto lavorano senza ricevere la busta paga a fine mese.

Una situazione ormai arrivata al capolinea, perché dietro ognuna di queste lavoratrici c’è una famiglia, spesso con un mutuo da pagare o semplicemente costretta ad arrivare a fine mese con un solo reddito. Senza dimenticare le spese per la benzina – sempre a loro carico – per spostarsi nelle varie sedi che fanno capo al Comando dei carabinieri di Oristano: una cinquantina di stazioni  in tutta la provincia.

“Non siamo qui a fare polemiche inutili”, dichiara Simonetta Abis, facendosi portavoce delle sue colleghe, “semplicemente vogliamo che si prenda in mano la situazione, perché non è più sostenibile. Svolgiamo questo lavoro da tantissimi anni e non è certo la prima volta che abbiamo visto ritardi nei pagamenti, ma stavolta si è raggiunto il limite. C’è gente che sta ancora aspettando lo stipendio di agosto, settembre e ottobre”.

“Non abbiamo nessuna risposta  dal nostro titolare dell’azienda”, prosegue Abis, “che quest’anno ha vinto la gara d’appalto della Prefettura. Abbiamo firmato un contratto, dallo scorso marzo fino al 31 dicembre, e ad oggi non solo abbiamo grossi ritardi nei pagamenti, ma non sappiamo neanche che fine faremo”.

Una situazione che si protrae da tanti mesi: ad agosto, insieme ai sindacati Cgil e Uil Funzione pubblica, le dodici dipendenti avevano dichiarato lo stato di agitazione con minaccia di sciopero.

A settembre poi, per ottenere gli arretrati, le lavoratrici hanno dovuto chiedere al giudice un decreto ingiuntivo, e così che sono state pagate fino ad agosto. Non è bastato neanche l’incontro, avvenuto lo scorso 20 settembre, tra sindacati, Prefettura e il titolare dell’azienda a metter in chiaro, una volta per tutte, la situazione.

“Tra l’altro”, aggiunge Simonetta Abis, “non è chiaro se gli stipendi che ci sono arrivati e che coprono fino al mese di agosto se comprendano anche il rimborso spese per gli spostamenti che facciamo con la nostra auto. Questo perché anche la busta paga non ci viene data, con tutta la rendicontazione. È assurdo”.

Attualmente la situazione non è cambiata, si è tornati di nuovo ai decreti ingiuntivi, gli stipendi non arrivano da tre mesi e le lavoratrici sono pronte a dichiarare nuovamente lo stato di agitazione con promessa di sit-in dopo il 1° dicembre davanti alla Prefettura.

“È possibile che dopo quasi trent’anni che siamo impegnate in servizi di pulizia che riguardano lo Stato”, aggiunge sempre Simonetta Abis, “la stessa Prefettura di Oristano non possa quantomeno affidarci a un’azienda più seria, che disponga già di suo di liquidità?”

Sabato, 13 novembre 2021

Fonte: Link Oristano

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