Stagione turistica dietro l'angolo, questa volta è vietato sbagliare

La stagione turistica è dietro l’angolo, anche se siamo a febbraio. Questa volta è vietato sbagliare: bisogna muoversi ora, fare in fretta e fare bene. Nella guerra al virus, il comparto turistico ha pagato e sta pagando un altissimo prezzo in termini di vittime e di danni economici. I sopravvissuti sono esausti, indebitati e pieni di rabbia. Non si può chiedere loro di avere coraggio e pazienza: il primo lo hanno dimostrato combattendo sul campo, la seconda è svanita sotto il sole dell’estate 2020 finita in anticipo e nella incertezza del tricolore covid giallo-arancione-rosso. @1,3,60,0,1,0,0,0,4,97,0,blu>@filo-0.5,0,3,0,0,0,0>

Per questo, chi scrive le norme e chi è chiamato a rispettarle non possono più permettersi errori.  @1,3,60,0,1,0,0,0,4,97,0,blu>@filo-0.5,0,3,0,0,0,0>Perché siano efficaci, le regole devono essere poche, chiare, valide per tutti. Per ripartire, c’è bisogno di vaccini. Arrivare alla tarda primavera con una buona percentuale di immunizzati è determinante per restituire serenità e fiducia a tutti, quindi anche nei luoghi dove lo svago e il riposo producono lavoro e reddito. Per questo la Regione deve accelerare il più possibile le somministrazioni. Ma la immunizzazione di massa potrebbe non bastare se non è preceduta e accompagnata da robuste dosi di ristori economici agli operatori del turismo.

Per chi ha perso tutto, ma ha ancora la voglia e l’urgenza di ricominciare, quei soldi sono infatti indispensabili per riaprire. Oltre ad essere liquidati, inoltre, gli aiuti devono essere aumentati. Se affonda il turismo, in Sardegna trascina con sé una economia dove tutto si tiene: il comparto viaggi, alberghi e seconde case, ristorazione, il settore agro-zootecnico, commercio, grande distribuzione. Se accadesse, migliaia di famiglie già in difficoltà rischierebbero una crisi senza ritorno.
Nel 2020 il comparto turistico ha affrontato spese ingenti e sacrifici per mettersi in regola e resistere sul fronte del covid. È stato uno sforzo vano e costoso che non è stato ripagato. Il turismo non chiede elemosine alle istituzioni, ma fatti concreti per rimettere la barca in acqua e riprendere la navigazione in un mare pieno di incognite.
Salvare il turismo è urgente per la Sardegna che è stata covid free in un tempo che ora sembra lontanissimo, e che sarebbe rimasta tale se solo fossero state applicate regole che all’epoca in cui vennero proposte da Christian Solinas suscitarono assurde polemiche. In attesa che la campagna vaccinale entri finalmente nel vivo, qualcosa si può e si deve fare: tamponi. I controlli anti covid nei porti e negli aeroporti sono indispensabili a garanzia di tutti. Di tempo per organizzarsi ce n’è, ma è poco anche se siamo in febbraio, in vista di una stagione turistica che deve essere quella della ripartenza ma che non deve riproporre il film dell’anno scorso.
Il virus ci ha studiato e sa tutto di noi che invece sappiamo ancora poco di lui. Di quel poco, dobbiamo fare tesoro e strategia per arginare il nemico e ripartire. In sicurezza e in salute.
 

Fonte: La Nuova Sardegna

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