L’addio a Gianluca Floris, il noto tenore cagliaritano scomparso venerdì scorso a 57 anni, stroncato da un tumore, ha visto la presenza di centinaia di persone, dentro e fuori la basilica di Bonaria. Ex presidente del Conservatorio di musica, uomo di cultura, la scomparsa di Floris ha gettato tantissime persone nello sconforto. In pochi sapevano dei suoi problemi di salute e la morte è stata, per molti conoscenti e colleghi, come un fulmine a ciel sereno. In chiesa c’erano molti politici, tra consiglieri comunali e regionali, che nei decenni hanno avuto modo di conoscere Gianluca Floris e di apprezzare le sue battaglie in nome della cultura e dell’arte. Il funerale è stato celebrato da padre Gabriele Semino, religioso molto amico del tenore. Ai primi banchi la moglie Stefania Medda, i fratelli e gli altri parenti del 57enne. I vari canti del rito funebre sono stati eseguiti da due colleghi di Floris, Francesco Musino e Stefano Consolini, che hanno ricordato il suo grande impegno come presidente di AssoLirica, sottolineando quella sua volontà di voler “costruire sulle macerie”. Presente anche Alessandra Atzori, la maestra di canto che, agli inizi degli anni Novanta, l’aveva guidato sino alla vittoria alla selezione internazionale del “Luciano Pavarotti voice competition”.

All’uscita della bara, un lungo applauso ha accompagnato l’ultimo viaggio di Gianluca Floris e abbracciato, facendole sentire tutta la vicinanza possibile, la moglie e i suoi parenti.

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