Ora la possibilità è concreta: obbligo vaccinale per tutti i lavoratori italiani, non basterà più il tampone per andare al lavoro. “Erano stati i sindacati a insistere con il vaccino obbligatorio, credo non si opporranno se per andare a lavorare chiederemo di essere immunizzati o guariti”, dice il ministro Brunetta nelle anticipazioni pubblicate dal Corriere della Sera. Non solo dunque tampone obbligatorio ai vaccinati per i grandi eventi: si deciderà tutto il 23 nella cabina di regia presieduta da Draghi, il premier che di fronte all’impennata dei contagi e al moltiplicarsi in tutta Europa della variante Omicron sta preparando la nuova, ennesima stretta. Nemmeno quell’85 per cento di italiani che ha fatto due dosi di vaccino può stare tranquillo: per andare ai veglioni, alle maxi feste, ai concerti e forse anche al cinema potrebbe essere necessario avere anche il test col tampone che certifica la negatività attuale. Preoccupa anche il fatto che resta uno scoglio di almeno il 12 per cento di italiani che restano no vax, nonostante i divieti ferrei e il Super Green Pass rafforzato. Nei giorni scorsi i nuovi contagi giornalieri hanno superato quota 28mila e appena un mese fa, quando i vaccini sembrano avere messo quasi al tappeto il virus, era davvero impensabile. Poi l’indicazione della terza dose, ora non basta più neanche quella.

Il rischio che la variante Omicron possa diventare dominante, come accadde con la Delta, spinge il governo Draghi verso misure ancora più rigide che potrebbero scattare il 27 dicembre. Si discute sull’obbligo delle mascherine all’aperto in tutta Italia e appunto sull’obbligo di vaccinarsi per chiunque abbia un lavoro in Italia. Sarà il colpo finale ai no vax o non basterà ancora? Non resta che attendere la cabina di regia del 23 dicembre.

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