Sono più di mille i profughi ucraini già arrivati in Sardegna, settantamila in tutta Italia. Donne e bambini, prevalentemente, riusciti a scappare dalla guerra scatenata dalla Russia sopra le loro teste e le loro vite, che hanno raggiunto l’Isola dopo un lunghissimo viaggio, tra paura e speranza. A fornire i numeri aggiornati è il direttore della Caritas di Cagliari, don Marco Lai, a margine dell’incontro con altri sette profughi arrivati nel capoluogo sardo grazie ai corridoi e voli umanitari e che andranno a vivere a Muravera: “Come diocesi”, ricorda don Lai, “abbiamo già accolto 70 persone in appartamenti messi a disposizione dai fedeli e dalle comunità parrocchiali”. Altri settanta ucraini, invece, sono stati accolti “negli istituti religiosi maschili e femminili”. Numeri già importanti, con la Sardegna che si conferma una terra votata all’accoglienza e all’aiuto nei confronti dei più bisognosi. E il totale dei profughi è destinato ad aumentare, visto che la pace sembra essere molto lontana.“La vera comunità sarda è accogliente e continuerà ad esserlo anche nel tempo”, afferma il numero uno della Caritas cagliaritana, “in caso di bisogno, come diocesi siamo in grado di dare una disponibilità di oltre cinquecento posti per continuare ad accogliere”.

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