In mostra le più belle foto del film “Banditi a Orgosolo” che compie 60 anni
Esposizione curata da Antioco Floris e Antonello Zanda

“Abissi di silenzio”, questo il titolo della mostra inaugurata  alla Fondazione di Sardegna, a Cagliari. Mostra fotografica che ripercorre e celebra i sessant’anni dall’uscita del film di Vittorio De Seta, “Banditi a Orgosolo” e i dieci anni dalla scomparsa del regista siciliano.

La galleria fotografica è curata da Antioco Floris, professore di cinema, televisione e fotografia dell’Università di Cagliari, e da Antonello Zanda, direttore della Cineteca sarda – Umanitaria di Cagliari.

L’esposizione si compone di trentatré pannelli che comprendono una cinquantina di foto. E’ una selezione di immagini del film, fotogrammi e foto di scena, rappresentative dello stile di Vittorio De Seta, ma che offrono anche uno spaccato visivo del mondo barbaricino a cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta di cui “Banditi a Orgosolo” è espressione.

Antioco Floris

Antioco Floris, professore di Busachi, da tanti anni trapiantato a Cagliari, nel 2019 ha scritto il libro che s’intitola come il film di De Seta, libro nel quale si parla della genesi della pellicola premiata a Venezia nel 1961 come opera prima.

«Del film è sempre stata particolarmente apprezzata la fotografia molto curata – dichiara Antioco Floris – tanto che i singoli fotogrammi sembra possano avere una vita autonoma. Per questo motivo è sembrato naturale presentarli in un percorso espositivo che potesse dare un senso ulteriore al racconto della Barbagia fatto da De Seta».

Le sale della Fondazione di Sardegna, in via San Salvatore da Horta, ospiteranno le immagini sino al 30 giugno (orario di apertura lunedì – sabato dalle 10 alle 19, ingresso libero), poi verranno trasferite al Museo del costume di Nùoro, dal 9 luglio sino al 15 agosto.

Antonello Zanda

«Banditi a Orgosolo – sottolinea il direttore della Cineteca Sarda, Antonello Zanda – è uno dei film più importanti della storia cinematografica della Sardegna e la mostra “Abissi di silenzio” sottolinea il fatto che per la Cineteca Sarda e per chi lavora oggi nel mondo del cinema, il capolavoro di De Seta è un pilastro ineludibile, in quanto segna un punto fermo nella rappresentazione culturale della nostra isola e della nostra storia».

«Martin Scorsese ha definito Vittorio De Seta “un antropologo che si esprime con la voce di un poeta” – afferma Stefania Masala, commissario straordinario dell’ISRE.  – Non si può che essere d’accordo con questa affermazione. De Seta posa il suo sguardo carico di nostalgia su una realtà – quella della Sardegna dell’interno – che già settant’anni fa era minacciata da uno sviluppo illusorio e senza speranza, restituendo la preziosa testimonianza di un mondo arcaico, dove l’esistenza è sempre difficile e spesso portatrice di hybris, quasi definitivamente scomparso dalla metaforica cartina della storia. In quest’ottica il lavoro di Vittorio De Seta si sposa alla perfezione con la principale vocazione dell’ISRE, dal momento che l’Istituto Etnografico vede nell’antropologia visuale un fondamentale strumento di analisi e documentazione e conservazione della vita sociale dell’Isola – di ieri e di oggi – e uno strumento di dialogo tra le culture di tutto il mondo».

Per chi conosce il film e il libro, la mostra conclude un trittico di alto livello. L’opera di De Seta, apprezzata appunto anche da Martin Scorsese, continua a essere un punto di riferimento per i cineasti e i cinefili del mondo intero.

Sessant’anni di successi per De Seta, omaggiato da Antioco Floris, prima nel libro edito due anni fa e ora con questa kermesse di scatti in bianco e nero, scelti con cura assieme ad Antonello Zanda, che tengono vivo il neorealismo italiano, o meglio la coda del neorealismo che visse la nascita ispirato anche dalle abominevoli vicende della seconda guerra mondiale.

La mostra “Abissi di silenzio” è a cura della Cineteca Sarda- Società Umanitaria, Università degli studi di Cagliari, Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali, nonché del Celcam, Isre, Fondazione di Sardegna e Regione sarda, assessorato Pubblica istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport Cineteca Sarda-Società Umanitaria. (Marcello Atzeni)

Una delle foto esposte

Venerdì, 28 maggio 2021

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Fonte: Link Oristano

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