Impianto di trattamento fanghi: “Annullate o modificate le autorizzazioni”
Richiesta formale degli ambientalisti del Gruppo di Intervento Giuridico onlus

L’impianto Geco di Magomadas

Sul caso dell’impianto Geco srl di Magomadas per il trattamento di fanghi non pericolosi provenienti dalla penisola interviene il Gruppo d’intervento giuridico. L’associazione ecologista ha inoltrato un’istanza di accesso e richiesta di informazioni ambientali affinché siano annullate o almeno modificate le autorizzazioni finora concesse alla società per quanto riguarda le misure di contenimento dei miasmi provocati dall’attività industriale a ridosso dell’abitato.

Grig ha scritto a ministero dell’Ambiente, Provincia di Oristano, Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna, Arpas e Comune e segnalato la questione alla procura dei Oristano. “A prescindere da come andranno a concludersi i procedimenti penali in corso”, osserva il portavoce di Grig, Stefano Deliperi, “gli impianti industriali non dovranno più operare nel medesimo modo in cui hanno operato per questo lungo tempo. È un problema di qualità della vita di tutti, residenti, lavoratori, imprenditori, nel senso più ampio del termine”.

La contrapposizione fra una parte degli abitanti di Magomadas e dei centri vicini e la Geco srl, che gestisce l’impianto di trattamento e recupero inerti e fanghi per la produzione di ammendante, dura da anni, con un escalation di episodi dall’inizio dell’anno: l’incendio degli impianti a gennaio, danni all’auto del presidente del Comitato locale per la tutela dell’ambiente e, questo mese, anche il taglio della sua vigna. “Nel mezzo insulti, minacce e fine di qualsiasi confronto civile”, ricorda Deliperi. “A monte ci sarebbe dovuta essere senza dubbio maggiore attenzione nell’ubicazione della zona industriale di San Pietro a ridosso del centro abitato, perché è ovvio che in zona industriale vengono ubicati impianti industriali con tutti i prevedibili inconvenienti sulla qualità della vita di chi lì risiede. Così un’analisi puntuale avrebbe potuto prevedere le ricadute su ambiente e qualità della vita di un impianto che tratta fanghi da depurazione. Ma così non è stato”

La Geco è autorizzata a trattare fino a 80 mila tonnellate per i fanghi da essiccare, per circa 223 giornate lavorative l’anno. Il Tar Sardegna lo scorso giugno ha respinto la richiesta di provvedimenti cautelari verso l’attività di trattamento fanghi. A metà luglio, però, la procura di Oristano ha ottenunto il sequestro preventivo degli’impianto, poi parzialmente dissequestrati due giorni più tardi, su istanza della Geco.

Lo scorso autunno ispezioni dell’Arpas avevano evidenziato alcune irregolarità nel trattamento dei fanghi e nei documenti della società.

Lunedì, 27 luglio 2020

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Fonte: Link Oristano

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