Il virus rialza la testa anche in Sardegna, con i contagi che tornano a sfiorare la tripla cifra dopo tante settimane. E sulle terze dosi del vaccino, tanto per cambiare, regna la confusione. C’è chi dice che possa proteggere sino a dieci anni, chi per molto meno tempo. E le dosi, in Sardegna, non sono ancora sufficienti per procedere spediti con le ulteriori immunizzazioni. E, con l’autunno ormai entrato ufficialmente in campo, l’ombra di nuove restrizioni inizia a comparire all’orizzonte. Giovani Sotgiu, epidemiologo sardo, è sicuro: “Ci sono dei gruppi di popolazione a rischio che hanno bisogno del rinforzo della terza dose anche a sei mesi di distanza dalla seconda, c’è un calo di immunità e di anticorpi, con conseguente aumento di ricoveri in ospedali e in terapie intensive. La protezione a dieci anni? Impossibile una durata così lunga sulla base degli studi scientifici attualmente a disposizione. Bisognerà seguire chi si è vaccinato tre volte e valutare l’efficacia del vaccino. Studi israeliani e americani hanno dimostrato che c’è un calo di immunità e un aumento dell’infezione dopo sei mesi dalla seconda dose”. Ed è a questo proposito che Sotgiu fa un parallelismo tra il vaccino Covid e quello influenzale. Il primo, infatti, “si può verosimilmente pensare che si debba fare una volta all’anno, come per l’influenza, proprio in funzione della mutazione del virus. Tutto dipenderà, da un lato, dalla risposta del sistema immunitario, e dall’altra dai tipi di virus che circolano”.E i non vaccinati? “Sono un grosso problema, purtroppo esiste una quota di persone che non vogliono vaccinarsi e un’altra quota che esita perchè non ha ricevuto un’educazione sanitaria sulla sicurezza del vaccino. In Italia e all’estero i ricoveri sono molto elevati tra i non vaccinati. Tuttavia, non possiamo fare un dibattito o un tifo solo per quanto riguarda i vaccinati e i non vaccinati. Il problema del Covid va affrontato per limitarlo: mascherine, distanziamento, aerazione dei luoghi chiusi e igienizzazione delle mani sono ancora importanti. Il lockdown solo per i non vaccinati? Valutiamolo, ma non vorrei che ciò potesse rappresentare una sicurezza per chi è vaccinato perchè, anche chi si considera protetto, può avere nuove infezioni e nuove positività. Affrontiamo il problema a 360 gradi. Quando in un contesto di comunità il virus circola tanto, ad essere a rischio sono sia i vaccinati sia i non vaccinati”. 

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