Il Pronto soccorso rischia di bloccarsi di nuovo: casi covid in aumento
Situazione di allarme all’ospedale di Oristano. Mancano medici e posti letto. Guasta anche la tac

E’ sempre più preoccupante la situazione del Pronto soccorso dell’ospedale San Martino di Oristano, dove anche la notte scorsa l’unico medico di turno ha dovuto prendersi cura di una trentina di pazienti, qualcuno dei quali in codice rosso.

Tra loro anche due persone affette da Covid, arrivate con un’ambulanza del 118 e trattenute nell’area dedicata all’osservazione breve, in attesa di una sistemazione in uno degli ospedali Covid dell’isola.

Lo spazio dedicato ai positivi, nel Pronto soccorso dispone però di appena 4 posti letto. Basterebbe così l’arrivo di altri tre pazienti con contagio da Covid per comportare la chiusura del servizio, come accaduto nei mesi di ottobre e novembre scorsi.

La situazione, quindi, appare ad alto rischio, con i pochi medici in servizio che faticano a coprire i turni delle 24 ore e per di più costretti a dividersi tra area “pulita” e “sporca”.

A limitare l’operatività del Pronto soccorso, inoltre, è intervenuto ieri un nuovo blocco dell’unica Tac del nosocomio che funziona ormai a singhiozzo e che non sarà riparata prima della prossima settimana.  La impossibilità di ricorrere agli esami di questo macchinario ha reso più problematica anche la valutazione della stadiazione della malattia nelle persone affette da Covid.

Intanto la direzione del presidio sta valutando di risolvere la grave carenza di medici del Pronto Soccorso con il temporaneo trasferimento di due professionisti del reparto medicina. Questa soluzione non piace affatto però a Giampiero Sulis, referente del sindacato dei medici Cimo.

“La destinazione al Pronto Soccorso di due medici del reparto medicina non risolve il problema dell’emergenza, mentre creerebbe di certo gravi scompensi nel reparto da cui provengono che, con gi attuali 47 posti letto sempre occupati, al momento dispone di appena 13 medici dei circa 18 necessari”, afferma Sulis, “il problema va affrontato attraverso il rapido reperimento di personale da arruolare con contratti di libera professione o con selezioni riservate al presidio di Oristano”.

Da ricordare che, contrariamente a quanto previsto nel piano di adeguamento della rete ospedaliera della Regione, in questo momento sia i presidi di Bosa che quello di Oristano non dispongono di posti letto e reparti dedicati a pazienti Covid.  Il reparto Covid di Ghilarza, invece, non ha la necessaria rete medicale, quindi non può erogare cure di alta intensità. Con il nuovo e preoccupante picco dei contagi che stanno investendo l’intera regione, potrebbe essere invece necessario predisporre il San Martino all’arrivo di numerosi pazienti affetti da Covid, con l’attivazione di un reparto con posti letto dedicati e l’impiego di parte dei pochi medici ora disponibili.

Sabato 3 aprile 2021

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Fonte: Link Oristano

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