Il Pronto soccorso di Oristano rischia di bloccarsi di nuovo
Mancano i medici: a rischio anche Radiologia e Neuro riabilitazione

Cala ancora il numero già insufficiente dei nove medici in servizio e così dalla prossima settimana potrebbe essere inevitabile la chiusura del Pronto Soccorso dell’ospedale di Oristano  o una drastica riduzione dei servizi erogati.

Il pesante impegno a coprire i turni notturni con un solo specialista, come ormai avviene da lungo tempo, non basterà più a garantire la copertura del servizio su 24 ore,  perché l’avvio delle ferie obbligatorie del personale farà ridurre notevolmente la disponibilità dei professionisti. In assenza dei rinforzi più volte e da mesi sollecitati alla direzione ospedaliera e dell’Ats, non sarà così più possibile per la facente funzioni di primario, la dottoressa Priscilla Ongetta, garantire il funzionamento del presidio di emergenza, destinato a chiudere battenti, se qualcosa non cambierà.

Dopo che i primi due medici andranno in ferie, al Pronto Soccorso ne resteranno infatti appena tre in grado di sostenere i turni notturni di 12 ore, a fronte degli almeno quattro necessari. E sarà impossibile per gli altri quattro – tra i quali uno arrivato in prestito dal reparto di Medicina –  assicurare la copertura dei restanti turni del mattino e del pomeriggio, nonostante la permanenza di un collega neolaureato e l’aiuto per alcune ore di un medico del 118 .

Torna quindi lo spettro della chiusura del Pronto Soccorso del San Martino, già subita per circa 60 giorni tra ottobre e dicembre dell’anno scorso,  anche per l’arrivo contemporaneo di numerosi pazienti affetti da Covid, trattenuti in attesa di una sistemazione difficile di ottenere in altri ospedali dell’isola.

Una nuova emergenza  che si aggiunge a quelle delle ultime settimane, al San Martino,  con l’attività chirurgica annullata per gli interventi programmati, vista l’insufficiente disponibilità di anestesisti rimasti in servizio; e con la contrazione degli esami di chimica clinica e degli emogasanalisi per la indisponibilità dei  necessari reagenti.

Ma non è finita. Con l’avvio delle ferie obbligatorie dei medici e l’impossibilità di coprire tutti i turni di lavoro, già nelle prossime settimane è a rischio all’ospedale di Oristano anche l’operatività di altri reparti, cominciando dalla Radiologia, un servizio che, per la carenza di personale medico e di apparecchiature, già da oltre un anno è limitato agli esami dei soli pazienti ricoverati.

A subire gravi difficoltà ci sarà poi  il reparto della Neuro riabilitazione. Inaugurato appena cinque anni fa, il reparto ha perso il dottor Andrea Montis,  lo stimatissimo specialista rimasto per anni in una posizione di facente funzione di primario. Dopo l’inutile attesa della stabilizzazione della sua posizione alla guida del servizio che ha contribuito ad attivare,  Montis un mese fa è rientrato nel continente per ricoprire il posto di primario all’ospedale di Modena. Successivamente alla sua partenza hanno lasciato il servizio anche altri due medici, andati a  Sassari e Cagliari. Con i pochi specialisti rimasti in forze al reparto di Neuro riabilitazione, l’oristanese rischia ora seriamente di perdere anche questa che è considerata una realtà di eccellenza nel panorama sanitario sardo.

Mercoledì, 2 giugno 2021

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Fonte: Link Oristano

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