Oristano

Lo scorso anno crescita del 25% rispetto al 2020 per le merci anche se prevalgono le importazioni. Grande novità è il Gnl

Prospettive di crescita per il porto di Oristano, che dopo il lieve calo registrato nel 2020 lo scorso hanno ha messo la freccia e superato i risultati relativi al traffico di merci in entrata e in uscita ottenuti nel 2019, quando ancora la pandemia di Covid-19 non aveva fermato il mondo intero.

In generale – come spiegano i dati elaborati dall’Autorità di Sistema portuale del mare di Sardegna – il settore delle merci ha chiuso il 2021 con un più 25% rispetto ai 12 mesi precedenti. Nello specifico, nello scalo in territorio di Santa Giusta, tra merci in entrata e in uscita, le tonnellate movimentate lo scorso anno sono state quasi 1,7 milioni (oltre 340mila in più rispetto al 2020).

I dati confermano che il comparto merceologico non si è mai fermato davvero, neanche nei mesi più duri della pandemia. L’emergenza sanitaria ha invece inciso – eccome – sul settore crocieristico: a Oristano nel 2021 non è arrivata neanche una nave da crociera.

Prendendo in esame i dati relativi al flusso di crocieristi passati da tutti i porti sardi, emergono nel complesso segnali di ripresa rispetto al 2020, ma i numeri sono ben lontani rispetto al 2019, quando erano passati dall’isola quasi 442mila passeggeri. Dopo il picco negativo di due anni fa – meno di 7mila turisti – nel 2021 sono transitati dalla Sardegna poco più di 57mila passeggeri in crociera.

Tornando alle merci, queste si differenziano tra rinfuse liquide e solide. Partendo dalle prime, a utilizzo del comparto produttivo nel 2021 sono arrivati nel porto di Oristano più prodotti petroliferi raffinati (249mila tonnellate contro le 211mila del 2020), ma in entrata non c’è traccia di petrolio greggio e di alcuni prodotti chimici che invece erano arrivati nel 2020.

Grande novità dello scorso anno è il Gnl, il gas naturale liquefatto che rientra nella macrocategoria dei prodotti petroliferi gassosi, liquefatti o compressi e gas naturale (in totale si parla di poco più di 3.000 tonnellate in entrata). A fare da apripista è stata la nave gasiera Avenir Accolade, arrivata in porto lo scorso maggio.

Un capitolo a parte meritano le rinfuse solide. In uscita vanno citati i minerali e altri materiali da cava: nel 2021 hanno lasciato il porto di Oristano quasi 597mila tonnellate di merci così classificate. La crescita registrata rispetto al 2020 è addirittura del 103,5%.

Ci sono poi i cereali. Nel 2020 erano arrivate quasi 446mila tonnellate, lo scorso anno, invece, al porto di Oristano di tonnellate in entrata se ne sono viste oltre 546mila. La crescita, in questo caso, è stata del 22,6%.

Recitano un ruolo importante anche derrate alimentari, mangimi e oleaginosi (nel 2020 si segnalano quasi 172mila tonnellate in entrata e 5mila in uscita, l’anno seguente di tonnellate ne sono invece arrivate 151mila, ma non sono state conteggiate uscite).

In calo carboni fossili e ligniti (l’anno scorso sono arrivate in porto meno di 24mila tonnellate rispetto alle 45mila del 2020). Sempre in entrata, ci sono poi i prodotti metallurgici (12mila tonnellate nel 2021 contro le 15mila dell’anno precedente) e quelli chimici (poco più di 3mila tonnellate nel 2021 rispetto alle quasi 5mila del 2020).

Infine le altre rinfuse solide: nel 2020 erano arrivate a Oristano quasi 23mila tonnellate di merci, lo scorso anno sono state poco meno di 46mila. La crescita è quindi del 105,1%.

Giovedì, 27 gennaio 2022

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Fonte: Link Oristano

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