Chissà che grande colpo pensano di avere messo a segno i campioni che sono entrati di soppiatto – come topi nel buio – nella scuola primaria di via Gorizia a Sassari. Lasciatevelo dire: siete degli sfigati, perché avete derubato dei bambini. E se tra ladruncoli come voi esiste un codice d’onore, voi l’avete sicuramente violato. Perché quei computer che voi rivenderete per pochi spiccioli, per quei bambini erano importanti. Per chi di loro sta a casa, positivo al Covid o in quarantena, erano il mezzo per mantenere una parvenza di normalità.

Avrebbero seguito le lezioni a distanza, avrebbero continuato a comunicare con i compagni e con i professori. Invece no: grazie a voi, campioni di crudeltà, anche questo fragile legame si è interrotto. Quando avete deciso di entrare in azione, alle conseguenze del vostro gesto vile non avete pensato. Non avete riflettuto sul fatto che forse non vale la pena rischiare la galera per quattro soldi che vi daranno sotto banco.

Ma soprattutto la nebbia nel vostro cervello non è stata scalfita da un pensiero: è giusto togliere il sorriso a bambini che in questo ultimo anno hanno già perso tanto, hanno rinunciato agli abbracci dei nonni, vanno a scuola a corrente alternata, giocano a distanza e si sentono molto più soli? Con il vostro colpo da maestri avete centrato in pieno l’obiettivo e magari siete pure soddisfatti. Sappiate invece che per una manciata di computer avete perso la dignità. E quella non ha prezzo.
Cari campioni, a casa vostra avrete uno specchio, guardatevi. Se avete dei figli, guardate anche loro. Magari vi aiuta a riflettere, a capire e, chissà, a tornare indietro. Perché non è detto che quei computer li abbiate già rivenduti, se così non è siete ancora in tempo per restituirli. Sarebbe un bel finale in una storia triste che di bello sinora non ha nulla. Un finale di certo non banale che riporterebbe il sorriso sui visi dei bambini: si convincerebbero che i ladri gentiluomini esistono davvero e non solo nei fumetti. E voi, novelli Arsenio Lupin, potreste di nuovo camminare a testa alta.


 

 

Chissà che grande colpo pensano di avere messo a segno i campioni che sono entrati di soppiatto – come topi nel buio – nella scuola primaria di via Gorizia a Sassari. Lasciatevelo dire: siete degli sfigati, perché avete derubato dei bambini. E se tra ladruncoli come voi esiste un codice d’onore, voi l’avete sicuramente violato. Perché quei computer che voi rivenderete per pochi spiccioli, per quei bambini erano importanti. Per chi di loro sta a casa, positivo al Covid o in quarantena, erano il mezzo per mantenere una parvenza di normalità.

Avrebbero seguito le lezioni a distanza, avrebbero continuato a comunicare con i compagni e con i professori. Invece no: grazie a voi, campioni di crudeltà, anche questo fragile legame si è interrotto. Quando avete deciso di entrare in azione, alle conseguenze del vostro gesto vile non avete pensato. Non avete riflettuto sul fatto che forse non vale la pena rischiare la galera per quattro soldi che vi daranno sotto banco.

Ma soprattutto la nebbia nel vostro cervello non è stata scalfita da un pensiero: è giusto togliere il sorriso a bambini che in questo ultimo anno hanno già perso tanto, hanno rinunciato agli abbracci dei nonni, vanno a scuola a corrente alternata, giocano a distanza e si sentono molto più soli? Con il vostro colpo da maestri avete centrato in pieno l’obiettivo e magari siete pure soddisfatti. Sappiate invece che per una manciata di computer avete perso la dignità. E quella non ha prezzo.
Cari campioni, a casa vostra avrete uno specchio, guardatevi. Se avete dei figli, guardate anche loro. Magari vi aiuta a riflettere, a capire e, chissà, a tornare indietro. Perché non è detto che quei computer li abbiate già rivenduti, se così non è siete ancora in tempo per restituirli. Sarebbe un bel finale in una storia triste che di bello sinora non ha nulla. Un finale di certo non banale che riporterebbe il sorriso sui visi dei bambini: si convincerebbero che i ladri gentiluomini esistono davvero e non solo nei fumetti. E voi, novelli Arsenio Lupin, potreste di nuovo camminare a testa alta.


 

 

Fonte: La Nuova Sardegna

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